Rassegna storica del Risorgimento

CARACCIOLO FRANCESCO
anno <1938>   pagina <487>
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Notaste edite ed inedite su Francesco Caracciolo 487
È il suo testamento che il D'Ayala non ha creduto riprodurre nella sua parte principale, che abbiamo rinvenuto all'archivio notarile di Napoli fra gli atti del notaio Vincenzo Miccio e che qui riportiamo per intero.
Io sott. Cav.r Francesco Caracciolo figlio del S.r Duca D. Michele patrizio di questa città di Napoli, considerando la certezza della morte e l'incertezza dell'ora della med.'lul ho stabilito per ciò fare, siccome fò quest'ultimo mio chiuso, e suggellato testarne0 quale voglio che vaglia per tale, e per ogni altro miglior modo dalle leggi permesso, cassando intanto* annullando, e rivocando ogn'altro testam.10 donazioni cause niortis, ed ogni altra disposizione da me forse fatti (sic) per lo passato sino alla pnte giornata, e voglio che questa sia la mia ultima, e deliberata volontà, e che chiunque mi succe­derà in vigor del pnte sia tenuto, e debba ad unguem adempire, ed osservar quanto in questo sarà ordinato, senza poterne detracre, o defalcarne cos'alcuna anco per ragion di falcidia, o Trebellianica, ne per altra qualsa causa.
Primieram"-' come fedel Cristiano raccomando l'anima mia al Sig.r Iddio uno, e Trino, pregandolo che mi voglia perdonare tutt' i miei peccati peri meriti della Beatiss1"* Vergine Maria mia Protettrice, e de' miei Sant'Avvocati, acciò monda sarà l'Anima mia da ogni colpa, poss'andare a godere nella Celeste Padria Iddio suo Creatore, ed ultimo fine. E perchè il capo, e principio di quals11 Testam10 è l'istituz"0 degl'Eredi mancando la quale nullo si reputerebbe il Testam10 per lo che io sott. Testatore Cavr Francesco Caracciolo istituisco, e fò, e nomino mio erede universale e particolare Antonio Chiapperò figlio del quondam Salvatore mio confidente sopra tutti e qualsi-vogliano miei beni liberi da me acquistati con miei travagli nel regio servizio, come carrozze, cavalli, danari contanti, come argenti, mobili di casa, utensili di cucina, di selleria ed ogn'altra cosa che si rattroverà in mia casa e presso di me, senza veruna eccezione, eccetto bensì di quei tai generi lasciatimi dalla fu mia madre in forza del suo testam1" i quali, dopo seguita sarà hi mia morte, andare debbono in beneficio di chi dalla stessa si è comandato, essendone io al presente semplice erede usufruttuario, giusta il testamento al quale (mi riporto). Item voglio che detto Antonio Chiappalo mio erede istituito debba dare prò una vice tantum al più antico della mia corte cioè a colui che mi ha servito per molti anni la somma di docati cento, all'altro che mi ha servito meno tempo di costui e più degli altri docati 50, ed a tutti gli altri che in tempo della mia morte si troveranno all'attuale mio servizio debba darli do e. 40 per ciascuno, subito seguita la mia morte; poiché questa è la mia volontà.
Item siccome circa i snfFragj per l'anima mia nò ho fatto alcuna disposizione, cosicché resta incaricato il med.mo mio Erede a farmi celebrare quei tali suffragi, stimarà propri, incaricandone la sua coscienza e nò altrimente, perchè cosi è la mia volontà.
Predecessoris Nrt desuper edite non incedas, vestesque talare* non deferas, ae matrimo-nium eian quovis muliere, eiiam ex pluribus vlris vidua nullo aliq" Tibi jureprohìbita, vel tx dispositionv Apostolica permissa semel, vel pluries, successive tamen, et legìtime con-ttahas, ac carnati copula consume*, nihilaminus Pensionem per prosentes reservatam. j<tadir.t,am prò dieta tamen Rata sexaginta quinque ducatorum auri hujusmodi etc. reii-ne*e et annuatim perei pere exigere levare, ac in tuosusus, et ulilUatem convertare libar eetc. IN (Aichivio Caracciolo di Brienza F. Carte di famiglia del duca Francesco Caracciolo di Brienza Brigadiere di Marina).