Rassegna storica del Risorgimento

CARACCIOLO FRANCESCO
anno <1938>   pagina <493>
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Notizie edite ed inedite su Francesco Caracciolo 493
Caracciolo si può dire ch'ebbe appena il tempo di assistere ai fune­rali della madre. Acquistò dal fratello l'altra parte dei mobili, e consenti al padre di passare ad abitare nell'appartamento materno, lasciandogli l'uso dì tutti i mobili. Poi si dovette subito imbarcare, e ritornò a Napoli soltanto dopo la memorabile battaglia del capo Noli.
Sbarcando questa volta l'eroico comandante dovette sentire per la prima volta l'amarezza della sua solitudine, perchè non poteva ora che si era coperto di gloria, correre come al solito fra le braccia materne.
Ma quest'amarezza fu raddoppiata da una notizia quasi incredibile.
Il posto della madre morta era stato rioccupato, in quella casa ma­terna, appena dopo 45 giorni, con le seconde nozze del padre, quasi ottantenne e cieco,2) nozze disuguali per nascita e per età, avvenute segretamente senza che alcuno avesse potuto porvi riparo, e con l'aiuto dei parenti della sposa.
A richiesta dei figli, con real dispaccio dell'11 aprile 1795, il padre fu interdetto, e fu nominato dal re ministro economico ed amministratore dei beni della casa il regio consigliere don Paolo Guidotti che fu poi presidente della Sommaria. Ripartito con la flotta il 20 ottobre il Caracciolo sostò a Napoli nel febbraio seguente per un breve scalo e seppe della gravidanza della matrigna, anzi del suo parto imminente.
Ma quella culla che veniva a portare un sorriso nella casa paterna era accolta con dispetto dai due figli del duca.
Crucciato nel suo dolore, offeso nel suo affetto di figlio, Caracciolo volle revocare ogni disposizione precedentemente fatta a favore dei suoi congiunti.
Del resto la sua famiglia era carica di ricchezze, ed egli voleva di­sporre liberamente del frutto delle sue fatiche. E chi le aveva condivise era meritevole di raccoglierlo, chi con lui aveva sfidata la morte in tante occasioni, chi infine era legato a lui da un sentimento di devozione così sincera che sconfinava e superava tutti gli affetti convenzionali, cioè il suo fedele pilota Antonio Chiapparo 2) che apparteneva ad una famiglia di armatori della penisola sorrentina.
1) Archivio notarile di Napoli: Protocollo del notaio Francesco Prigioni dell'an­no 1797. Istrumento del 12 febbrio 1797: susBCguentemcnte per essere passato a se­conde nozze il d fu Eee.mo sig. duca D. Michele in età decrepita e privo totalmente di vista .
2) n Chiapparo era capitano della marina mercantile ed in detta qualità servì la Repubblica Partenopea con tre piroscafi di sua proprietà.
Il D'Ayala dico ch'era pilota sul Sannite comandato dal Caracciolo. Può darsi però che lo confonda col pilota Antonio Garofalo a Padron Antonio quello stesso che