Rassegna storica del Risorgimento
CARACCIOLO FRANCESCO
anno
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1938
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pagina
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494
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494 Ambrogino Caracciolo di Torchiarolo
ADa liberalità di questo egli si rimetteva perfino per la quantità dei suffragi, disponendo che solo quegli oggetti lasciatigli dalla madre in usufrutto, passassero dopo la sua morte a chi dalla stessa si è comandato .
Quel chi ci mostra che egli non volle neppure nominare la persona a cui si riferiva e che pensiamo fosse il fratello erede della casa, col quale forse ebbe qualche contrasto.
Qualche giorno dopo il 21 febbraio la matrigna dava alla luce un bambino, che senz'alcuna solennità fu battezzato il giorno successivo nella vicina parrocchia di S. Maria della Catena coi nomi di Pasquale, Giuseppe, Francesco.
Nome augurale il primo, significativi gli altri ch'erano i nomi dei due fratelli. Ne sappiamo chi li avesse suggeriti perchè il padre era caduto in una imbecillità di spirito *) che rasentava l'incoscienza.
Ma al Caracciolo non era riservata la morte gloriosa in battaglia come avrebbe desiderato.
Ritornò in Napoli sbarcando definitivamente dal Tancredi il 1 maggio 1796 e il 10 gennaio 1797 fu promosso brigadiere cioè contrammiraglio.
Però il 3 febbraio 1797 mori il padre succedendogli nella casa il primogenito Giuseppe Maria gravemente infermo.
Ma questi per evitare smembramento di beni per gli acciacchi insuperabili di sua salute, e per l'amor che ha detto portare ad esso Eccmo sign. cav. D. Francesco, potendo questi menar moglie, e portar innanzi la casa con un decoroso ed ill.re matrimonio 2) rinunziò a lui la primogenitura e tutti i beni ereditati dalla madre, rinunziandogli
gli offrì di attraversare con una lancia i legni nemici per salvarsi all'estero dopo la caduta della repubblica.
Comunque era grande amico del Caracciolo che lo chiama suo confidente.
Può anche darsi che commerciassero insieme, perchè il Caracciolo era proprietario di bastimenti e nel 1789 aveva ottenuto dalla R. Camera della Sommaria una patente come cittadino napoletano e nobile del aedi] Capuano colla quale era ordinato agli ufficiali della Regie Dogane di Calabria di trattarlo rispetto all'immunità de' dritti, franco tantum della Piazza di compratore di grana diciotto ad oncia e per quelle merci che per mare estrarra Io debbano anche trattare franco del deritto della nuova gabella di grana sei ad oncia .
Del resto è noto che vi fu un momento che il Caracciolo disgustato pensò di lasciar la marina per far l'armatore.
0 Archivio notarile di Napoli: Protocollo del notaio Vincenzo Miccio dell'anno 1801. Istrumenti di tran sazione tra Antonio Chiappato e Rachele di Gennaro.
2) Archivio otarVdi Napoli: Protocollo del notaio Francesco Prigioni dell'anno 1797. Istramento del 12 febbraio 1797.