Rassegna storica del Risorgimento
CARACCIOLO FRANCESCO
anno
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1938
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pagina
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495
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Notizie 'edite ed inedite su Francesco Caracciolo 495
anche la sovvenzione di duemila ducati annui che egli percepiva dal monte Ciarletta come capo di una linea, e quella di seicento ducati annui che percepiva dallo stesso monte come militare, riservandosi solo l'uso del primo piano dei casini di famiglia con giardini a Mergellina ed a Torre del Greco.
In cambio il fratello gli avrebbe corrisposto mensilmente 250 ducati e soddisfatto il pigione dell'appartamento in via S. Lucia che abitava il padre, con l'uso di tutti i mobili, ma col patto di passare ad abitare nell'appartamento da lui abitato, se egli prendesse moglie e di cedergli l'appartamento principale con tutti i mobili che ora andrebbe ad abitare.
Quanto alla vedova del padre, le fu assegnato un mensile di. 30 ducati e l'uso durante lo stato vedovile del secondo piano della villa a Mergellina con i mobili ivi esistenti.
Infine due terze parti del patrimonio paterno furono assegnate a lui, e l'altra terza parte al fratello' Pasquale, di cui egli fu nominato tutore insieme con la madre di lui e con Giovan Battista Lettieri.
Il 22 agosto perdette anche il fratello primogenito, ed egli ne fu l'esecutore testamentario. x)
La tutela del pupillo 2) assunta dal 16 febbraio 1797 fu esercitata da lui fino ai principi di maggio del 1799 quando ne fu esonerato dalla
1) Dal testamento del duca Giuseppe Caracciolo rinvenuto all'Archivio notarile di Napoli nei protocolli del notaio Giovan Rocco Taraschi del 1797, abbiamo rilevato la quantità dei legati che da lui furono prodigati a tutte le persone di sua corte e cioè a tre camerieri, due servitori, un cappellano, un cuoco, un aiutante di cucina, un cocchiere, un volante, un famiglio e perfino al medico di casa ed al notaio, oltre legati fatti per messe ed un legato al Ritiro di S. Raffaele. Il solo fratellastro Pasquale vi appare dimenticato.
3) Di Pasquale Caracciolo fratellastro dell'ammiraglio non abbiamo molte notizie, per quanto sia vissuto fino al 20 maggio 1882. Il D'Ayala racconta d'averlo cono sciato nel 1840 quando cercava il ritratto deU'antmiraglio, e da lui seppe timorosamente che non ve n'erano in casa.
Altri ha raccontato che la sua somiglianza col fratello era cosi perfetta che una volta alcuni vecchi pescatori credettero di ravvisare in lui il risorto ammiraglio.
Questa leggenda però sembra che debba attribuirsi piuttosto al fratello Giuseppe, il coi ritratto per la nota somiglianza col fratello Francesco servi per modellarne il busto che trovasi nel loggiato superiore dell'Università di Napoli.
Nel 1877 il re Vittorio Emanuele II lo insignì dell'Ordine maurizia.no e gli assegnò una pensione. Sposò nel 1821 una figlia del barone Zozza di Zapponeta morta nel 1839 e n'ebbe dieci figli dei quali sopravvissero solo una femmina maritata al barone Nolii e due maschi, il primo dei quali Michele principe di Macchia giovine di grande ingegno e coltura continuò questa linea sposando una ricca ereditiera Isabella Perez Navarrete figlia del daca di Bernalda e della duchessa di Siano, marchesa del Torello, baronessa di Polla e S. Pietro e via dicendo*