Rassegna storica del Risorgimento

CARACCIOLO FRANCESCO
anno <1938>   pagina <499>
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Notizie edite ed inedite su Francesco Caracciolo 499
tutela dell'ordine e per non mandarla in rovina? Caracciolo ancora in disparte meditava, ed infine anch'egli finì per cedere alla voce della patria.
Che aveva fatto il re? Aveva prima scatenato una guerra, e poi aveva disertato il suo posto fuggendo.
H suo vicario Pignatelli, che gli era stato consegnato in arresto a Palermo, aveva tentato di ottenere un armistizio con l'appoggio del­l' Incaricato di affari di Spagna, che lo avrebbe accordato se il paese e la nobiltà avessero acclamato per legittimo sovrano il duca di Parma. E la nobiltà in gran parte era favorevole a secondare questo progetto che avrebbe impedito per sempre ai sovrani di riporre il piede nel regno.
Ma erano stati più lesti i Francesi ad impossessarsi della capitale che il Pignatelli a fuggire, e vi era stato instaurato un Governo legittimo che prometteva a tutti libertà, uguaglianza, fratellanza.
Poteva o doveva egli ricusare la sua ubbidienza al Governo legitti­mo del suo paese?
E come fu obbligato a montar la guardia al palazzo della munici­palità sede del Governo, non potè ricusarsi più tardi a far parte di questo Governo quando la patria lo reclamava.
Qui è opportuno ricordare che quando egli lasciò la Sicilia, non solo una restaurazione borbonica era ritenuta impossibile, ma l'opi­nione stessa della Corte era che il re non avrebbe potuto reggersi nemmeno in Sicilia.
Si era anzi pensato all'Austria come rifugio dei sovrani, e poiché il re non aveva voluto sentirne parlare, si era deciso che dovendo abbandonare la Sicilia, si sarebbe trasferito in Inghilterra con la sua famiglia.
La voce della coscienza non poteva dunque esimerlo dai doveri verso la patria bisognosa di aiuto.
Il 1 aprile prese il posto di Raffaele Doria come ministro della marina della Repubblica partenopea; ma le navi mancavano, e perciò secondato da altri ufficiali armò alla meglio alcuni legni sottili,2) coi quali più volte usci a combattere i Regi, ed a respingerli da Sorrento
1) Corruspondan.ee inèdite de Marie Caroline Heine de Naples et de Sicile avec le Marquis de Gallo pubblitio et annotéè par le Commandant M. JET. Weil et le marquis C. di Somma Circello. Tome second, p. 39, 'Paris, Emi! Paul Edit., 1911.
2) Nel porto della città vi orano alcune poche barche cannoniere, le quali erano state scampate dall'incendio per esser vecchie ed inservibili. Il genio di Caracciolo le uiiijz/.a. le agguerrisce, va con esse ad affrontare a Procida gl'Inglesi, i quali batte, spargendo ne' loro animi il terrore. Ecco il Duilio della repubblica napoletana >. (Rap­porto fatto da Francesco Lomonaco patriota napoletano al Cittadino Carnot Ministro della guerra, 1800, pubblicato da F. Nicolini, Bari, Laterza, 1913, p. 336).