Rassegna storica del Risorgimento

CARACCIOLO FRANCESCO
anno <1938>   pagina <502>
immagine non disponibile

502 Ambrogino Caracciolo di Torchiarolo
Accorsa la sbirraglia capeggiata dal famigerato Scipione la Marra fa lo stesso Caracciolo a riceverla aprendo la porta dell'abitazione dove erano nascosti.
I particolari dell'arresto riferiti fin dal 1885 da Luigi Chiapparo l) nipote di Antonio, che li aveva raccolti a viva voce dalla vedo va di questi, sopravvissuta fino al 1860, smentiscono la favola del pozzo raccontata dal D'Ayala.
Riconosciuto il Caracciolo, preso e legato insieme al Chiapparo che fa strappato dal letto, e messi entrambi sulla stessa mula, furon condotti in Napoli nelle prigioni dei Granili.
H resto è noto. Il suo trasporto a bordo del Foudroyant nave ammiraglia di Nelson, il sommario processo, la crudele condanna ed il suo passaggio sulla Minerva.
Annunziatagli la morte 2) chiese di confessarsi. Stette tre ore con un prete, si avviò calmo al luogo del supplizio, salutò tutti e morì intrepidamente la sera del 29 giugno, impiccato come un malfattore sulla nave che tante volte aveva guidato sui flutti con mano sicura.
Al fatai nodo Porse il collo l'eroe eoa quella fronte, Con clie i nemici fulminava avvolto Ne* marittimi assalti. Alta da lungi Yider le rive spaventate, al vento Ondeggiar la gran salma: e ne piangea Mesto il cielo; e d'orror l'onda fremea. 3)
Quell'onda che s'aperse, prima per accogliere il cadavere del grande ammiraglio, 4) dopo per rigettarla minacciosa sotto gli occhi di guel re, che secondo il racconto di un testimone oculare, non avrebbe
Z) In una lettera pubblicata sul periodico napoletano Roma del 9 luglio 1885.
*) e Quando gli fu annunziata la morte egli passeggiava sul cassero, ragionando della costruzione di un legno inglese che era dirimpetto, e prosegui txanquillamente il suo ragionamento. Intanto un marinaro aveva avuto l'ordine di preparargli il capestro; la pietà glielo impediva... Egli piangeva sulla sorte di quel generale, sotto i cui ordini aveva tante volte militato: Sbrigati gli disse Caracciolo è ben grazioso che, mentre io debbo morire, tu debbi piangere (V. Cuoco, op. cif., p. 206).
Il D'Ayala invece: I marinai non ardivano avvicinare le mani al collo del loro antico ammiraglio, e un vile nostromo, Giosuè Caccioppoli di Procida, con alcune guardie marine.assunse l'affido .
*) V. MONTI, I Pitagorici recitati nel Teatro San Carlo di Napoli la sera del 19 mano 1808 onomastico del re Giuseppe Bonaparte.
) a Caracciolo valeva una flotta. Era, senza contraddizione, uno de' primi geni che avesse l'Europa. Non era il primo perchè non era alla testa di una marina grande quanto l'inglese. Caracciolo era uno di quei pochi che al più gran genio riuniva la più pura virtù. Chi più di lui amava la patria? Che non avrebbe fatto per lei? Diceva che