Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO ; TOMMASEO NICCOL? ; GIORDANI PIETRO
anno <1938>   pagina <509>
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Il Tommaseo, U Leopardi e il Giordani 509
al gobbo , allo Zoilo x> della natura , allo Zoilo di Dio . Ricor­dando i versi in cui il grande Recanatese dice d'aver pensato, nel primo giovanii tumulto , di cessai dentro le acque d'una fontana la speme e il dolor suo, scrisse il seguente madrigale deprecatorio :
Affogar dentro un pozzo 1 oh conte Lapo, Che ti va mai pel capo?
E, alludendo all'Elogio degli uccelli, l'epigramma:
Esser vorresti uccello? Siam lì: sei pipistrello.2)
Poco dopo la morte del Leopardi, mentre confessava al Capponi d'aver pregato un po' anche per l'infelice poeta, non esitava a mandargli, e a ripetere poi a vari in Venezia, quest'altro infame epigramma:
Natura con un pugno lo sgobbò: Canta gli disse irata: ed ei cantò.
Non solo non rispettò l'uomo, ma ne disprezzò l'animo, l'arte, l'opera di poeta e di scrittore e perfino la gloria. Scrisse al Capponi il 17 luglio 1837: Il Leopardi affettuoso di fondo, credo non fosse; e me lo prova il piacere al Giordani .3) Al Vieusseux il 1 aprile 1834, a proposito della ripugnanza a pubblicare i propri versi: Io non credo, come il Conte Leopardi, necessario chiamare il genere umano a consiglio per dirgli: guardate la mia gobba, e poi dite se possa esistere un Dio . E allo stesso il 14 ottobre 1844: Io le massime del Ranieri no più in uggia ancora che in odio; e que' calori a freddo che dall'anima del Leopardi passarono nella sua mi fann'afa . La Crestomazia era da lui storpiata, per derisione, in castromanzia. Quando il Leopardi diede in luce la Palinodia, augurò al Capponi che Dio lo scampasse dai versi del gobbo , secondo che anche il Capponi li chiamava; e così li giudicò: Come quell'infelice gobbo avrà leccati que' versi sciolti, e imbrodati di bava elegantissima! A' suoi versi e' potrebbe dar per epigrafe la parodia del motto mussulmano: V sono un gobbo, e la natura è una troia . Nella medesima lettera scriveva pure al Capponi: Che volete mai eh'i' me ne faccia della gloria, se il Leopardi e il Giordani la godono?. E a distanza di
i) Flagello. Zoilo, grammatico e critico greco, assali Omero con tanta severità che fu soprannominai.o a flagello di Omero .
2) Carteggia cit., Bologna, Zanichelli, 1914, voi. II, p. 112.
3) Cartéggio cit., voi. I, p. 571.