Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO ; TOMMASEO NICCOL? ; GIORDANI PIETRO
anno <1938>   pagina <510>
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Achille De Rubertia
trentaquattr'anni dalla morte del Leopardi, nel 1871, lo calunniò anche pubblicamente nel Dizionario della lingua italiana, compilato insieme con Bernardo Bellini: Procombere.*. l'adopra un verseggia­tore moderno, che per la patria diceva di voler incontrare la morte. Non avend'egli dato saggio di saper neanco sostenere virilmente i dolori, la bravata appare non essere che rettorica pedanteria .
Nella sua implacabile avversione a chi professasse principi diversi dai suoi coinvolse dunque il Leopardi e il Giordani. Nella citata let­tera al Poerio dell'uno diceva: Il Leopardi è scrittore, ma scrittore d arte tocca l'eleganza; alla poesia e all'eloquenza non sale: ha piccoli affetti ed angusti, che chiusi in luogo caldo, infortiscono in passione, e perdono ogni delicatezza. Né t'inebriano, né ti rinforzano . E dell'altro: Il Giordani è tutt'arte, molto più del Leopardi, e men corretto scrittore, sebbene elaborato anzi laborioso; vuole scal­darti a forza di stropicciare, e ti secca. Non idee, non armonia vera, e quale la lingua nostra domanda; falso e rotto come Seneca, senza la ricchezza di questo. Se sui giovani facesse più bene che male, non so. Molti sciupò con le lodi, altri impedantì. Inoltre il 19 maggio 1846 annotava nel suo Diano: Leggo del Giordani, retore sciancato . E, in una lettera del 13 ottobre 1836, lo aveva anche chiamato canaglia.
Naturalmente il Leopardi e il Giordani, e specie quest'ultimo, lo ricambiarono dello stesso malanimo. Il primo infatti scriveva il 3 ottobre 1835 che Alessandro Poerio era rimasto assorto nella pro­fonda sapienza di un asino italiano, anzi dalmata, chiamato Niccolò Tommaseo . E il 22 dicembre 1836, domandando a Luigi De Sin-ner se era possibile trovare un editore delle sue opere, affermava: Io credo di no; e quella pazza bestia di Tommaseo, che, disprezzato in Italia, si fa tenere un grand'uomo a Parigi, e che è nemico mio personale, si prenderebbe la pena di dissuadere qualunque libraio da tale impresa .2) Sono ormai tutti d'accordo nell'ammettere che alludesse al Tommaseo nei versi della Palinodia:
... Un franco Di poetar maestro, anzi di tutte Scienze ed arti e facoltadi umane, E menti che far mai, sono e saranno, Dottore, emendator...
i) Epistolario di Giacomo Leopardi raccolto e ordinato da PROSPERO VIARI, Firenze, Le Mounier, 1892, voi. HI, p. 18. 2) Ivi, p. 39.