Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO ; TOMMASEO NICCOL? ; GIORDANI PIETRO
anno <1938>   pagina <517>
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Il Tommaseo, il Leopardi e il Giordani 517
seconda perchè il Tommaseo non avrà voluto firmarla e dirigerla a un giornale; perchè qualche direttore dì giornale toscano o piemon­tese, non desiderando disgustare e inimicarsi il Giordani, si sarà rifiutato di pubblicarla a nome proprio; perchè i censori che possano essere stati interpellati, non amando le noie e la quasi responsabilità delle polemiche, avranno sconsigliato di darla in luce; e infine per­chè, essendosi saputo che avrebbe risposto il Ronna, parve che ciò bastasse.
Il Baudry nel 1841 pubblicò a Parigi, nella Biblioteca poetica italiana continuata da quella del Buttara, i Canti di Giacomo Leo­pardi e poesie scelte di Ugo Foscolo, Ippolito Pindemonte, Cesare Arici e Terenzio Mamiani, per cura di Antonio Ronna; il quale diceva appunto nella prefazione: Gol dare in questo volume i Canti di Giacomo Leopardi soddisfacciamo in parte al desiderio vivissimo di vedere riprodotte tutte le opere di lui, che vanno da lunga pezza manifestando i colti Italiani residenti a Parigi, i quali sperano in esse nuovo lustro alla patria; e rispondiamo anche in sì fatta guisa alle accuse che il Giordani, indotto certo in errore, scagliò colla magia delle sue prose agli ItaliParigini per avere, a creder suo, dissuasa la riproduzione dei libri del Leopardi, cui egli dà seggio fra i migliori vati d'Italia. E così sia giustizia a tutti, e lo straniero la farà anche esso leggendo . *)
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A parte le ovvie considerazioni che possono farsi, per la nuova documentazione da me offerta, sul genus irritabile dei poeti e dei letterati in genere (il buon Guadagnoli traduceva il motto oraziano: . Lupo non mangia lupo, ma il letterato mangia il letterato ), importa piuttosto rilevare che sembra essersi ispirati a carità cristiana più il Leopardi e il Giordani che gli amici del Tommaseo e lo stesso santo-uomo . Che questi, mosso dall'intolleranza religiosa e filosofica o da altro peggior sentimento, potesse aver distolto il Baudry dal pubbli­care le opere leopardiane, lo sospettava il poeta, lo credeva il Gior­dani, ed è verosimile che la cosa fosse andata proprio così. Dubi­tiamo pertanto della sincerità della protesta, inserita nel 1841 nelle sue Scintille (Venezia, Tasso, p. 227): A me, che ho con la parola e con l'opera cercato diffondere nella luce le opere altrui (allude forse
') LIONELLO FIUMI, Leopardi e la Francia. Un*edizione fantasma, in II Giornale d'Italia* 10 luglio 1937.