Rassegna storica del Risorgimento

1841-1847 ; GERMANIA ; GIORNALISMO
anno <1938>   pagina <526>
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526 Sandro Bortólottì
è contenta di una dominazione giusta, che dà incremento alla ric­chezza del paese , si sforzano di dimostrare continuamente i giornali, e gli oppositori non sono che pochi ambiziosi che desiderano il potere I .
Non che pensare ad una eventuale unità della penisola, si vede infatti come molto problematica anche quella Confederazione alla quale l'Austria dovrebbe avere parte. Questo lo dimostra chiaramente un lungo articolo dal titolo: L'Italia quale Confederazione, Italien ah Bundesstaat, apparso alla fine del 1843 nella rivista Magazin far die Literatur des Auslandes, in cui sono esposti i risultati di una inter­vista al celebre poeta E. M. Arndt, l'araldo della guerra di liberazione del 1813, allora professore a Bonn.
È possibile in Italia una Confederazione sul tipo di quella tedesca, si chiede l'articolo? No, questa Confederazione è una assoluta impos­sibilità, troppi sono gli ostacoli che vi si oppongono. Anche astraendo dalla presunta degenerazione del popolo italiano, incapace di libero reggimento, la costituzione di tale Confederazione urterebbe contro l'immancabile opposizione della Francia, che mai ammetterebbe il costituirsi di una forte armata Confederazione in quel territorio, sul quale sempre rivolge uno sguardo avido.
Ma il vero punto debole di tale Confederazione, una volta costi­tuita, sarebbe la necessaria partecipazione ad essa del Papato. I Papi d'oggigiorno, viene* a spiegare l'articolo, sono ben diversi da Gregorio VII, da Giulio II. Essi sono ora gli araldi della pace a qua­lunque costo. Se la Confederazione dovesse un giorno trovarsi impe-' guata in una grande guerra, una guerra per la vita e per la morte , allora il Papa (sostiene l'articolo), padre di tutti i Cristiani, non porterà il necessario aiuto, anzi, condurrà la Confederazione alla dissoluzione.
Ma allora non vi è forma di salvezza per l'Italia? Sì, vi è una soluzione dei problemi italiani, esposta in forma poeticamente nebu­losa dal vecchio Arndt. Un giorno, forse, la Provvidenza elargirà all'Italia il dono di un uomo, che rigenererà la Patria.
Quest'uomo, * potente* veramente di acciaio, per metà saggio, per metà tiranno, legislatore, unificatore, guerriero , dovrà attraverso gioie e dolori, guerre, vittorie sollevare gli Italiani dal loro stato attuale: quest'uomo dovrà essere soprattutto l'uni fi-calore d'Italia, l'unificatore degli animi degli italiani. Costringere all'unità, questa la dura parola, il difficilissimo compito, poiché non nei territori separati stanno gli ostacoli, bensì negli animi divisi... Il piti difficile sarà riunire i meridionali all'unita della vita italiana ... * ma ciò riuscirà un giorno, perchè Punita della lingua è il più potente, il più grande sentimento comune .