Rassegna storica del Risorgimento
1841-1847 ; GERMANIA ; GIORNALISMO
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1938
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Sandro Bortolotti
genere giudizi, commenti. È chiaro che la stampa tedesca è ora disorientata. Gli Italiani marciano un po' troppo presto! E la bella addormentata Italia appare ora in una luce nuova, piena di incognite. I giornali comprendono che qualche grave crisi si prepara nella penisola, crisi che potrebbe avere una soluzione non confacente agli interessi della Confederazione. E attendono'titubanti e incerti. L'attesa non sarà lunga.
IV. Concludendo, credo di poter affermare che il movimento nazionale italiano era, nelle sue grandi linee, noto ai lettori tedeschi, e che le rivoluzioni del 1848 non potevano giungere inaspettate. Ma la conoscenza della (mistione italiana, pur sempre limitata ed a volte partigiana, giunse alle ultime conclusioni passando per vari gradi, che credo opportuno di riepilogare brevemente:
1. Dapprima si ha una visione accademica di un'Italia apatica ed incapace di un vero movimento rigeneratore.
2. I vari moti mazziniani destano, in un secondo tempo, un interesse sempre più vivo, soprattutto perchè mostrano il malgoverno della penisola.
3. La stampa tedesca si mostra allindi favorevole a disegni di riforme che tolgano la ragione d'essere ai moti stessi,
4. Pio IX sembra sulle prime il principe riformatore che, colle sue riforme, toglierà la ragione d'essere dei moti.
5. Ma l'opera di lui desta, in Italia, un movimento di portata ben maggiore, e, nella stampa germanica, il timore che essa non porti a rompere lo statu quo territoriale, non disgiunto dalla speranza che il Papa possa imbrigliare il movimento da lui provocato.
In conclusione, anche i liberali tedeschi, nei riguardi dell'Italia, non vanno oltre la concezione assolutistica illuminata del Metternich; riforme che tolgano la causa delle sommosse, e permettano il tranquillo mantenimento dello statu quo territoriale e politico.
Da tutto questo appare anche come il mancato accordo fra liberali Italiani e Tedeschi nel 1848-49 fosse necessaria conseguenza di una mentalità esclusivista da parte dei liberali e patriotti germanici, che non diversamente dai liberali e patriotti francesi, vedevano il problema italiano in funzione delle esigenze imperialistiche del proprio paese.1)
SANDRO BORTOLOTTI
*) È il tosto della comunicazione letta nella seduta del 13 ottobre 1937-XV al XXV Congresso (Roma) del nostro Istituto.