Rassegna storica del Risorgimento

IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
anno <1938>   pagina <531>
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IL PROCESSO DEI QUATTRO ITALIANI LA CONDANNA DI GIUSEPPE MAZZINI
Nel 1864 fervevano in seno al partito d'azione gli odi contro Napo­leone HI sia per la guerra troncata a Villafranca, sia (e più) per il fatto di Aspromonte dove Garibaldi restò ferito, e l'azione contro l'eroe fu giudicata voluta dall' Imperatore obbediente al clero francese timoroso per Roma.
Gli attentati contro VImperiai Caino, come lo definiva Giosuè Car­ducci, già si eran susseguiti dal 1855; quello del calzolaio romagnolo Giovanni Pianori giustiziato nel 1857; quello del faentino Tibaldi, gra­ziato alla caduta dell'impero; infine, nel 1858, la bomba di Felice Orsini bastano a spiegare l'ambiente in cui questi fatti si svolgevano, e di cui la polizia francese approfittava per inventarne altri onde compromet­tere i repubblicani quali Ledru Rollin, Federico Campanella, Mazza-renti e soprattutto Giuseppe Mazzini. Il preteso complotto del 1864 fu di questo stesso genere, come dalla narrazione seguente.
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All'udienza del 24 febbraio, in Parigi, davanti alla Corte d Assise della Senna, compaiono: Greco Pasquale d'anni 28, musicante, nato a Pizzo di Calabria; Trabucco Raffaele, d'anni 40, professore di corno, di A versa; Imperatori Natale Agostino, libraio, d'anni 32 di Lugano; Scaglioni Angelo di anni 22 studente di S. Giuseppe (Pavia), accusati di complotto contro la vita di Napoleone III e di averne iniziato d'accordo l'azione, procurandosi i mezzi idonei allo scopo.
Hanno tutti fisionomie patite, contegno serio e rispettoso; sono in poveri panni; mal consci della lingua francese per cui occorre loro servirsi d'un interprete, certo sig. Rossi.
Il pretorio è occupato da magistrati, da celebrità del foro e del giornalismo, da signore eleganti e da un numeroso pubblico che sta­zionava dalle ore otto, cioè da due ore prima.
Davanti alla Corte, custodita da due uscieri, vi è una tavola ingom­bra di bombe, pistole, canne da fucile, munizioni da guerra e capsule da caccia, cbe formano i corpi di reato.
La Corte è costituita dal primo Presidente M. Devienne e dai consiglieri M. M. Salmon e Camusat-Busserolet.