Rassegna storica del Risorgimento

IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
anno <1938>   pagina <538>
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Tancredi Galimberti
Il Presidente avverte la Giuria che non deve pronunciarsi sulla accusa contro Mazzini, contumace, e perciò giudicando, in altra udienza, dalla sola Corte; e inoltre che i documenti letti in proposito son solo di controllo a ciò che asserirono i prevenuti. Rivolgendosi poi ad Impera­tori gli chiede perchè quando lasciò Lugano era molto gaio.
Imp. Oh! gaio in apparenza.
Pres. Dunque, secondo voi, eravate gaio per forza!
Con questa spiritosità presidenziale si chiude l'udienza e si licen­ziano i testi.
In una fiera requisitoria il Procuratore Generale dichiara bastante­mente provato il complotto contro la vita dell'Imperatore sia per le confessioni in istruttoria sia all'udienza e si scaglia con violenti parole contro chi a parer suo è più colpevole ossia Giuseppe Mazzini, che per le sue teorie assassine del pugnale si serve di gente fanatica spronandola al delitto con false esaltazioni patriottiche, mettendosi lui prudente­mente al riparo dalla punizione col rendersi contumace.
In misura minore attacca pure Garibaldi, conte uno dei nemici inconciliabili dell'eletto della Francia, del creatore del Regno d'Italia.
Terminato questo discorso, accolto ben s'intende con vive appro­vazioni dei numerosi elementi bonapartisti e da rumori riguardo a Gari­baldi dei pochi repubblicani, il Presidente dà la parola alla difesa.
L'aw. Edmondo Rousse, già segretario del celebre Chaix d'Est Anges, poi Batonnier durante la Comune e membro della Accademia di Francia, è il primo a parlare per Raffaele Trabucco.
L'oratore afferma che nell'orrore del delitto bisogna sempre ricercare l'uomo e perciò descrive la vita misera, vagabonda, pazzesca del Tra­bucco dalla diserzione dell'ussero borbonico al rifugio di Londra, dove il povero diavolo non ha e conserva che un indivisibile amico: il suo corno!
Il corno testimonio di tutte le sue avventure e che si trova là sul tavolo dei corpi del reato frammisto ai più micidiali ordigni.
Nel 1851 il Trabucco passa in Francia ed arriva a Tolone ad arruo­larsi come musico sulla fregata Pandori che lo trasporta in Atene dove si scrittura nell'orchestra di una compagnia italiana e per tre anni il suo corno squilla poi in tutti i balli europei di Pera e di Galata.
Ma un artista del suo valore cerca la ricchezza e la gloria, perciò viene a Parigi e vi trova, naturalmente, la miseria e la fame, e da Tra­bucco si tramuta in Belisario; però, invece d'attendere l'obolo, lo ruba e viene incarcerato.col suo corno con cui allieta le tristi mura del carcere di Masas.