Rassegna storica del Risorgimento
IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
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1938
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Tancredi Galimberti
Ricordatevi la sua infanzia abbandonata senza i conforti della famiglia, la sua giovinezza triste! non allietata che dal suono dello strumento che gli dava un pò* di pane. Però questo musico girovago, questo esiliato politico, affamato, lacero, mendicante col suo corno per 1* Europa alla voce della Patria diventa un soldato valoroso, prode; l'eroico ferito di Maddaloni vi faccia dimenticare il Belisario di Londra, il carcerato di Masas e pesando con mano misericordiosa da una parte quanto vi domanda l'inesorabile giustizia e dall'altra ciò che vi consigliala pietà, darete un verdetto equo e clemente.
Fu un discorso, ripetiamo, abile politicamente; più vicino a quello del suo maestro diventato Procuratore Imperiale, che non a quello di Giulio Favre, nell'anteriore consimile processo di Felice Orsini.
A difesa di Imperatori sorge i'aw. Delpon, rinomato patrono del foro parigino, perchè, occorre avvertirlo, per l'importanza del processo al banco della difesa d'ufficio sedettero dei veri maestri.
La tesi difensiva dell'aw. Delpon è quella comune. Egli presenta il suo cliente al fianco dei soldati francesi nella campagna d'Italia; è uno dei Mille nella spedizione e come tale è conosciuto da Greco, erte riconosce subito in lui una natura entusiastica e passionata, ma debole e vana. Greco capisce che può farne uno strumento per le bieche sue mire e da quel giorno Imperatori è perduto.
L'astuto calabrese ne attizza il calore, ne stuzzica l'amor proprio; gli parla di Garibaldi ferito ad Aspromonte per ordine dell' Imperatore; poi, dopo alcuni giorni, quando gli ha imbottita bene la testa di parole e idee generose, gli espone che si prepara un gran colpo, perchè alcuni patrioti pronti a conseguire l'unità d'Italia ad ogni costo, hanno deciso di attentare alla vita, ossia d'uccidere, chi ne era l'unico impedimento, I* Imperatore*
Cotali massime non avrebbero trovato alcuna eco in un'anima francese che è aliena dal regicidio.
Sono passati i tempi della sua apologia fra di noi, afferma il difensore. Ma ciò non si comprende in Italia specialmente da un certo partito-detto d'azione. Ora per giudicare Imperatori conviene considerare bene gli stati d'animo in Italia; udirei propositi proclamati nelle piazze, nelle strade, nelle Società segrete, esser presenti ai duelli, alle battaglie quotidiane dei giornali, vivere la vita febbrile creata dalle aspre tempeste politiche.
Oggi, esclama l'oratore, noi non vogliamo più agitazioni di piazza, né lotte assassine. Non v' ha oggi che una sola lotta possibile, legittima, che Dio permette, ed è la lotta della verità contro l'errore. E questa lotta pacifica degli animi, che restituirà Roma all' Italia, perchè dall'urto delie idee e non dal ferzo dei pugnali, deve scaturire e splendere la libertà.