Rassegna storica del Risorgimento
IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
anno
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1938
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pagina
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541
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// processo dei quattro Italiani, ecc. 541
Ritornando sul carattere generoso, patriottico provato dell' Imperatori, irretito dall'abile Greco, legge commosso una sua lettera di pentimento e perdono scritta da lui ai suoi genitori, ammettendo la punizione per aver ceduto a Greco e chiedendo che la stessa sia minore.
Per Angelo Scaglioni parla l'avvocato Colmet d'Aage esaltando l'eroico giovinetto che diciassettenne appena, studente di matematica all' Università di Pavia sfuggendo agli sbirri austriaci s'arruola soldato semplice nel 15 Fanteria prima ancora della discesa dell'esercito francese, ne descrive il valore a Palestro, quando cacciò alla baionetta, col terzo zuavi, gli austriaci dal villaggio meritando la medaglia dei prodi.
Il maggio dell'anno dopo, dice, sbarca con i mille di Garibaldi a Marsala. Ferito a Calatafìmi, passa a Palermo, si trova a Milazzo, al Volturno e quando Garibaldi lo chiama alla liberazione di Roma viene arrestato con lui ad Aspromonte e tradotto egli pure nella fortezza di Varignano. Mentre i piemontesi (sic) in quella lotta fratricida non volevano uccidere, ma lasciar fuggire (?) egli non fugge, resta col suo capitano. Ora, qualunque, aggiunge, siano i pareri su Garibaldi, conviene dire che è uno dei più grandi, dei più potenti genii dell'età nostra; e per Scaglioni è un Dio.
A lui si indica Napoleone III come un ostacolo per l'unità italiana, come se per l'Italia non avesse già fatto abbastanza, si incitano gli italiani contro il loro benefattore, dicendo che è tenuto a conferire all' Italia altri benefici, cercando di mettere in disaccordo la volontà sovrana della Francia col popolo francese per l'utile delle nuove nazioni.
Qui mostra che il Greco usò sopra Scaglioni un influsso irresistibile. Questo luogotenente di Mazzini, dice, lo tirò nell'agguato e invano egli cercò poi di sfuggire. Ecco la sua colpa, spiegabile per la sua età onde invoca le circostanze attenuanti.
La difesa del principale imputato spettò al più illustre campione forense, Edoardo Allou, il futuro difensore di Gambetta. Innanzi tutto fa l'apologia del soldato di Marsala e rimprovera al Procuratore Generale d'aver associato al nome di Greco quelli di Garibaldi e di Mazzini descrivendo quest'ultimo:
ce un type étrange, dévoré par la fìèvre des passions inlérieures, ascèta politique, concentrant tome lapuissance de son intelligence dans une seule pensée, dans une seule idée, camme une sorte de fàkir indienti, che ha visto dans l'agitation de la Francc l'agi tation où il a dirige ses coups*. E attorno a lui si raggrupparono dei giovani ardenti enivrés par le language mystique et colore de ce prophète qui n 'a plus de force que
pour maudire.