Rassegna storica del Risorgimento
IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
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1938
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pagina
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544
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544 Tancredi Galimberti
Tale immeritata fine diede luogo, allora, ad una incresciosa polemica fra il Patriota di Pavia e la Perseveranza di Milano. Miserie!
Non vi giovi saper come sia morto: Sol vi giovi saper come è vissuto 1
e rileggiamone il caldo elogio nelle pagine garibaldine di Achille Biz-zoni, lo storico di quella campagna.
Anche Natale Imperatori del Ganton Ticino era uno dei Mille. Di professione libraio (tenne fino alla morte un negozio di libri in Lugano) partecipò dicciottenne alle cinque giornate di Milano, e fu colle bande garibaldine in Lombardia, poi combattè nelle file dei Cacciatori delle Alpi a Varese e Como. Sbarcato a Marsala fu promosso ufficiale a Cala-tafimi, poscia imprigionato ad Aspromonte.
Incarcerato in Francia, non potette trovarsi né sulle Alpi Trentine nel 1866, né a Mentana; ma liberato dalla Repubblica tornò nel Ticino dove raggiunse il grado di Primo tenente nelle milizie svizzere, intervenendo nella rivoluzione liberale dell' 11 settembre 1890, che abbattè il regime conservatore. Fu processato a Zurigo e assolto. Visse gli ultimi anni colla sua modesta pensione. La sua morte nel novembre 1909, fu universalmente compianta dalla popolazione, dalla stampa locale ed estera, e l'aw. Elvezio Battaglini, sindaco di Lugano, pronunciò in suo onore una commovente orazione funebre esaltando giustamente il valore del soldato e la virtù del cittadino.
Come è di solito nella vita anche qui abbiamo col Trabucco un personaggio ridicolo, malgrado egli pure sia stato un valoroso garibaldino e pare Nino Bixio lo abbia nominato capitano; però non è provato.
Di lui Ferdinando Martini (nel ricordo del suo passaggio quale Sotto Segretario di Stato alla Minerva) lasciò questo curioso ritratto che si trova nelle sue Confessioni:
Raffaele Trabucco, primo corno della Regina d'Inghilterra ultimo avanzo (?) di Felice Orsini si faceva precedere da sei sette lettere di deputati e senatori. Suonatore ambulante era stato implicato in uno dei tanti attentati alla vita di Napoleone III, non so più se in quello che prese il nome dall'Opera Comiquu o nell'altro per cui furono mandati a Cajenna il Bortolo iti e il Tibaldi.
Certificato che nel dramma egli aveva fatto la parte modestissima di comparsa, ne usci con pochi mesi di carcere e con l'espulsione dal territorio francese ( tu tt'altro, come abbiamo visto). Bassotto, tarchiato, entrava stivalato fino al ginocchio, avvolto in una larga giacchetta di velluto tutta ghiande e alamari, sventolando un cappello grigio a cencio di enorme diametro. Chiestogli che cosa desiderasse, rispondeva: H patriota ha il suo orgoglio. Di primo acchito si sarebbe detto volesse significare che di solo orgoglio il patriota non campa e chiedesse perciò qualche cosa di maggior efficacia