Rassegna storica del Risorgimento

IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
anno <1938>   pagina <547>
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Il processo dei quattro Italiani, ecc. 547
L'illustre alienista prof. Filippo Saporito, direttore del Manico­mio giudiziale di Aversa, patria del Trabucco, mi scrive ch'egli non man­cava mai ad ogni solennità o ricorrenza storicopolitica che si conclu­devano spesso con dimostrazioni al Consolato d'Austria, precedute talvolta da collette in denaro che i baldi giovani volontieri sottraevano alle loro smunte scarselle, pegno e presagio dei sacrifici e delle dedi­zioni future. Per tali collette il Trabucco si avvaleva del suo stesso immenso cappellone; ma correva voce che quei gruzzoli egli barattasse in sacrifici a Bacco di cui era divenuto fedele sacerdote.
Quanto al lepido autoattributo di primo corno delle Regina d'Inghilterra il prof. Saporito mi aggiunge che il Trabucco fu educato in un Istituto per orfani di Aversa nel quale la musica era finalità quasi esclusiva e di cui non pochi allievi, toccata la maggiore età, venivano ingaggiati, come probabilmente il Trabucco, quali componenti delle bande musicali della Marina inglese, allora famosissime.
L'onorevole Rosano lo ricordò benevolmente nella sua commemora­zione di Cimarosa; però Giovanni Bovio lo presentò agli amici d'America così: Molto suo sangue diede alla terra e molto sangue della terra si bevve. Odia V acqua!
Per lui il buon prof. Luigi Zuppetta scrisse questo epigramma:
Amò la Patria più del proprio corno
E in premio dai Caini ottenne un... corno !
* * *
H quarto imputato, Pasquale Greco, di Pizzo Calabria è una losca figura e si può oggidì assicurare che fu proprio lui a combinare il finto attentato con la Polizia, che lo lasciò fare. Difatti, benché informata di tutto, lasciò entrare liberamente in Francia i quattro congiurati coi falsi passaporti di Fioretti per Greco, Maspoli per Scaglioni, Belisario per Trabucco, e Rinieri (?) per Imperatori*
Permise che si installassero a Parigi e si recassero alle Tuileries, all'Opera sulle tracce dell'Imperatore; che si provvedessero d'un arse­nale d'armi. ePP* li trasse in arresto, avendo subito dal Greco la più ampia netta confessione con le accuse più recise contro i correi e (quel che più premeva) l'incolpazione, quale istigatore del reato, di Giuseppe Mazzini. Così già si era fatto nel 1857 col processo dell'ottico Tibaldi, pure accusato di complotto contro l'Imperatore, e che poi, fatto libero, provò essere stato tutta una pura macchinazione della Polizia per compromet­tere il partito repubblicano e far condannare con Mazzini, Ledru Rollio.