Rassegna storica del Risorgimento

IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
anno <1938>   pagina <548>
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Tancredi Galimberti
Del Greco, Aurelio Sani, scrisse:
S'era acquistato fama di patriotta partecipando ai moti del 1860 nel mezzodì d'Italia ed era dai suoi compaesani tenuto per uomo di ferme convinzioni, valoroso e capace di arditi fatti Ma sotto quelle apparenze nascondevasi un animo corrotto e presto ad ogni tristizia.
Più preciso., Francesco Càspi, disse alla Camera nel 1864:
H Pasquale Greco è di quegli uomini che cambiano opinione e idee politiche ad ogni momento. Egli tentava di entrare nelle file d'ogni partito. Nell'ottobre dello scorso anno fu mandato a Varese dove aveva preso sede per fare delle escursioni nella vicina Svizzera. Ma non adempiendo un suo debito, fu avvicinato dal suo creditore che glie ne richiese il pagamento. Egli tirò fuori un pugnale, e se non era per un ufficiale, lo feriva. Chiamato in Questura provò di essere autorizzato a portare armi proibite e arrivò intatti dalla Questura di Torino un avviso che diceva: Pasquale Greco è indi-triduo di tutta nostra fiducia date a lui tutto l'appoggio possibile.
Mandato libero, vagò per diverse città del Regno, si recò in Inghilterra e poi passò a Parigi. Là ben si comprenderò, che se non fu arrestato né processato non fu per giu­stìzia, ma per una di quelle compiacenze verso persone di cui si fa strumento per fini che poi riescono a reati e trascinano gl'illusi.
Quando giunse la notizia dell'attentato, tutti ne restammo stupiti.
Io ne dubitai, e il mio dubbio fu confermato quando giunse il Times, che recava una corrispondenza da Parigi in cui si diceva che a Parigi si dubitava dell'esistenza del complotto e un'altra annunziava che erano stati chiamati a Parigi dalla Polizia.
Crispi non accusava il Governo di complicità, ma Chiaves, ministro dell'interno, riteneva a lui fatta l'accusa: onde intervenne persino il presidente del Consiglio, Minghetti, che protestò indignato e la Camera, su proposta dell'on. Boggio, passò all'ordine del giorno sulla domanda d'una inchiesta' presentata dallo stesso Francesco Crispi. Questo nel 1864; nell'ottobre del 1870, caduto l'Impero, una nota ufficiale com­parsa nel Journal Officici diceva:
Nel 1863 Sciate il famoso complotto detto dei quattro italiani, in cui il principale istigatore, chiamato Greco, pagò la sua complicità apparente colla condanna alla deportazione perpetua. Ora, il detto Greco, era agènte segreto e pagato da M. Lagrange, (il capo della Polizia, primo teste di accusa). Messo in Uberto, riceveva i fondi per recarsi in America; dove per lunghi anni il Governo imperiale gli passava una pensione annua di Fr. 6000. Greco, aajour d'Imi sous le verrous, a signé lui-mème la declaration do ses méfatts.
Egli poi, giusta quanto si legge nella citata Vita del Trabucco, finì con l'essere pugnalato in America.
Mazzini però col suo ottimismo, per coi tutti erano in buona fede i veri o finti patrioti, ai quali scrisse più lettere che Cicerone, il quale ne dettava giorno e notte da per tutto; e con quella sua biblica idea pel