Rassegna storica del Risorgimento
IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
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1938
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pagina
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549
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Il processo dei quattro Italiani, ecc. 549
regicidio ad opera di un uomo, che nella viltà di un popolo schiavo sorge e a prezzo della propria vita lo rivendica a libertà armato dal maglio di Debberà o dalla scimitarra di Giuditta, Mazzini si era, forse, ed anche senza forse, servito del Greco. Però molti mesi prima del preteso complotto e a ben altro scopo. Infatti, di dieci o undici mesi avanti erano le sue lettere. Malgrado ciò e che tutto provasse la sua protestata innocenza, sull'unica accusa del famigerato Greco fu ritenuto dalla Corte autore del preordinato ipotetico attentato. Ma perchè mai questa rinnovata presa di mira contro Giuseppe Mazzini da parte della Polizia imperiale? Per capirlo bisogna leggere le pagine dell'opera Polizia Segreta dell'ing. Diamilla Mailer, che oltre ad intendersi delle leggi delle 'tempeste, secondo la teoria di Faye, s'intendeva pure delle tempeste politiche.
Allora il Gran Re (che amava di fare una politica sua propria personale) non disdegnava un'intesa con Mazzini per l'acquisto del Veneto a cui era venuto meno l'Imperatore; onde, come fu rivelato alla sua caduta nel 1870 dalla pubblicazione delle carte segrete della Polizia imperiale, l'intento francese era, che condannato Mazzini per tentato assassinio dell'Imperatore, l'intesa anzidetta fallisse, come effettivamente falli ma per altri motivi.
A prova della ragione politica del processo, basterebbe l'accusa pure portata contro Giacomo Stansfeld, membro del Gabinetto inglese del cui indirizzo Mazzini, col di lui consenso s'era giovato dopo l'apertura delle sue lettere, al tempo della spedizione dei fratelli Bandiera.
Fatto segno ad interrogazioni sulla sua pretesa eoirrparticipazione dall'on. deputato di Finsbury lo Stansfeld respinse sdegnosamente l'accusa del Procuratore generale francese difendendo a viso aperto il grande italiano contro il vituperio dei nemici suoi e i pregiudizi della opinione del vulgo. Con lui furono parecchi membri del Ministero Palmerston, combattuto asprissimamente dalla stampa governativa francese, che sperava, mercè il provocato scandalo, di far sabre al potere il partito Tory più propizio alla politica napoleonica.
Fu allora che il Qreat old man inglese William Gladstone pronunciò queste memorabili storiche parole, quali eco delle antecedenti di Carlyle:
Non ho mai veduto Mozzini. Non divido le ano opinioni intorno all' Italia e gli nomini da me considerati (fuali autorità rispetto alla politica dell'Italia che differiscono interamente da Ini nelle idee e nella scelta dei mezzi. Ma nello stesso tempo sento il dovere di dire, che non vi sta alcuno di onesti uomini il quale non consideri Mazzoni come uomo di grande ingegno e di perfetta sincerità e probità (upprovazioni)... Sono perciò convinto che Mazzini ha da essere creduto sulla sua parola.