Rassegna storica del Risorgimento

IMPERATORI NATALE AGOSTINO ; NAPOLEONE III ; TRABUCCO RAFFAELE
anno <1938>   pagina <551>
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Il processo dei quattro Italiani, ecc. 551
di Villafranca, o dimentichi del trattato di Torino del 24 marzo 1861, per cui sostenuto a spada tratta'dalla Francia il non intervento nelle cose d'Italiaavvennero le annessioni, l'anione del Regno delle due Sicilie e il discorso di Cavour che proclama jRoma capitale d'Italia. Di quel Cavour che rispondendo alla Camera ai rimproveri di Garibaldi recisamente affermava che senza tale trattato la sua stessa miracolosa impresa sarebbe tornata vana.
E con voce profetica chiudeva la discussione rispondendo a Carlo Boggio:
Noi votiamo il trattato perchè esso è per noi il ponto di partenza da cui dobbiamo riprendere il cammino momentaneamente interrotto dai dolorosi patti di Villafranca.
Quali fossero le idee dell' Imperatore venendo in Italia, le espresse il visconte La Gueronnière nel famoso opuscolo Napoléon III et VItalie, ma quali furono le reali conseguenze lo sappiamo dalla voce del Gran Re, testimone addolorato di Villafranca, che dieci anni dopo in Roma (causa forse di Villafranca, certo di Aspromonte e Mentana) proclamava: A. Roma ci siamo e ci resteremo. E ci restiamo d'accordo oggi collo stesso Pontefice: roba allora d'eresia e di scomunica!
Passa la Storia operatrice eterna .
TANCREDI GALIMBERTI Senatore del Regno
monde là fi rati aouvent commettre dea err taira, come leggesi oel recente, forte volume storico di H. SALOMON: L'ambassado de Richard de Mettermeli à Paris.
La fanatica Castigliana, massime dopo che Pio IX ora stato padrino del figlio, solava ripetere a aatiété, che voler ingrandire il Piemonte saraitfaire un métter do sol! E ancora nel maggio 1862 diceva all'Ambasciatore Nigra: vous appelez los brigano* le mieta du Roi de Naplea restés fidòlca, moia eomment vous appolez-vous voua-mèmes ?