Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI NICOLA ; ROMA ; MUSEI
anno
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1938
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554
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Emilia Morelli
Sulla vita di Nicola Fabrizi fino al momento in cui, lasciata la Spagna, si ritirò a Malta, non v'è molto: le lettere della madre, Barbara Piretri, donna di altissime virtù che sempre sostenne nella lotta i suoi quattro figli: Nicola, Paolo, Luigi e Carlo; la corrispondenza fra i fratelli e colla famiglia Menotti: Achille, Celeste e Polissena.
Per lo studio degli Italiani nelle guerre di Spagna quasi tutto è già stato pubblicato da T. Palamenghi Crispi,1) cioè le lettere di Nicola Ardoino, Domenico Cucchiari, Carlo Bianco di S. Jorioz, Enrico Caldini, Giacomo e Giovanni Durando, Manfredo Fanti. Resta invece quasi del tutto inedita la corrispondenza con Giovanni Danilovich, un farmacista stabilitosi a Gibilterra, che serviva di tramite fra Malta e la Spagna, corrispondenza che non si limita al periodo della guerra, ma continua senza grandi interruzioni fino al 1860 e testimonia i tentativi fatti dal Fabrizi per organizzare spedizioni che dalla penisola iberica venissero a spalleggiare le rivoluzioni italiane.
Arriviamo così al periodo cospira torio, direi mazziniano, dell'attività del Fabrizi. Nell'archivio si conservano anche settanta minute di lettere al Mazzini. Le risposte sono, per precedenti acquisti, nella collezione mazziniana a disposizione della Commissione editrice; qui è rimasta solo una commendatizia scritta a nome del Comitato Nazionale Italiano il 2 settembre 1852. In questa parte dell'archivio oltre alle carte del Fabrizi, sono raccolte anche quelle di Severiano Fogacci. Vi sono gli statuti della Carboneria, della Giovine Europa, della Società delle Donne Italiane 2) e infine della Lega Italiana, la associazione parallela alla Giovine Italia a carattere prettamente militare, fondata dal Fabrizi e la cui organizzazione ci è nota attraverso l'epistolario inedito del Mazzini. 3) Di questa si conservano i progetti, le circolari, i rapporti inviati a Malta dai vari nuclei corrispondenti, e specialmente dall'Egeo e dall'Egitto. Sugli emigrati di onesto settore N. Fabrizi ebbe sempre grande ascendente, che si concretò nella preparazione della spedizione Bandiera, sulla quale il materiale è veramente interessante. Dalle carte di Severiano Fogacci, esule a Corfù, e primo intermediario fra i fratelli Bandiera e il Fabrizi, dalle minute di lettere di quest'ultimo ai capi dell'Esperia, che testimoniano la lotta che si era impegnata a Londra e a Malta contro il disperato tentativo, dal conto del denaro dato da Giuseppe Ricciardi al Memoriale di Marsiglia, al carteggio col traditore Micciarelli. E poi, insieme ai protagonisti diretti: Antonio Morandi, Pietro Quartano, Tito Savelli, Paolo Solimene, nelle Isole Jonie, Antonino Faro e Giuseppe Fontana in Algeri, coloro cioè che più attivamente protessero e aiutarono gli eroici fratelli. Dei Bandiera, rimane una sola lettera di Emilio al Fabrizi datata 5 aprile 1844.
Fallita la spedizione Bandiera, il Fabrizi punta decisamente sulla Sicilia, ed inizia quella penetrazione lenta e sistematica che sboccherà nelle rivoluzioni del 1848 e del 1860. È noto come all'inizio il Mazzini non approvasse questo indirizzo: egli mirava al centro d'Italia e soprattutto agli stati del Papa. In questo il Fabrizi, che più vicino, meglio conosceva l'ambiente, vide esatto e Io testimoniano i tanti rapporti, quasi tutti anonimi oppure firmati con uno pseudonimo che l'ordinatore non è riuscito a decifrare, ma che probabilmente uno studioso potrebbe identificare, rapporti che aumentano
1) T> PALAMENCITI CRISPI, OH italiani nelle guerre di Spagna, in 12 Risorgimento Italiano. Rivista storica, a. VII (1914), pp. 45-122; 161-208.
2) Pubblicata in II Risorgimento Italiano. Rivista storica, a. VII (1914), pp. 625-631.
3) Questi documenti, come quelli per la spedizione Bandiera, sono stati sfruttati da T. PALAMENGHI CRIBPI, Epistolario inedito di C. Masxini 1836-1864) Milano, Tre-ves, 1911.