Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI NICOLA ; ROMA ; MUSEI
anno <1938>   pagina <555>
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L'archivio di Nicola Fabrizi
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sempre in importanza e fanno eco alle relazioni di viaggiatori mandati nei diversi centri. Non si trascuravano però le relazioni coll'emigrazionc in Francia e infatti BÌ conservano carteggi con Federico Campanella, Giacomo Antonini, Antonio Mattioli, Giovan Battista Tondini, Giuseppe Zacheroni,mentre Giovan Battista Laffond e Jacopo Pierotti erano il tramite perla Corsica, dove viveva Paolo Fabrizi, e per l'Italia centrale.
Nel 1847 Nicola Fabrizi ritorna in Italia, ma purtroppo ben poco ci resta per illu­minare la sua attività sia a Venezia sia a Roma in questo periodo. Solo alcune lettere di Guglielmo Pepe e di Girolamo TJlloa, oltre al carteggio ufficiale militare.
L'archivio presenta invece un materiale più vario e più interessante, anche perchè quasi del tutto medito, dopo il 1850. Cambiano i corrispondenti, ma Io spirito è sempre Io stesso, perchè eguali erano le direttive. Dalla Sicilia il centro d'azione del Fabrizi sembra spostarsi verso Napoli, dove si va preparando attivamente quel tentativo che sarà poi la Spedizione Pisacane. Lo studio dei documenti diventa difficile, perchè molti furono gli indirizzi e i nomi assunti dal Fabrizi per eludere la sorveglianza che, rigidis­sima, esercitava sugli esuli a Malta la polizia borbonica. Esiste anzi nell'archivio un fascicolo dedicato a questo argomento. Le lettere da Napoli andavano ad Algeri, a Orano, a Marsiglia, erano scritte in gergo commerciale assai oscuro oppure in inchiostro simpatico, tanto che molte, specie quelle del Dragone, sono in stato di conservazione pessimo, e quasi indecifrabili. Nel Museo del Risorgimento di Roma si conserva anche, per precedenti acquisti, un gruppo di lettere del Fanelli al Fabrizi, importanti per la preparazione finale della spedizione Pisacane, mentre quelle che sono rimaste nell'ar­chivio trattano quasi tutte della nota vertenza con Nicotera. Antonio Morici, Giuseppe e Emanuele Frixione erano i compagni di lavoro del Fabrizi a Malta, mentre Roso-lino Pilo 1), Salvatore Calvino e Vincenzo Sprovieri erano i suoi più attivi corrispondenti da Genova. Una lettera del Calvino ha un post scriptum autografo di Carlo Pisacane.
Se la attività del Fabrizi si concentrò sul comitato napoletano non per questo trascurò la propaganda in Sicilia e, fallita la spedizione Pisacane, ne riprese immedia­tamente le fila per arrivare alla meta per altre vie. Aumenta la corrispondenza con Francesco Crispi, che ha inizio nel 1854, continua quella con R. Pilo, si riprendono i contatti coi diversi centri, specie con Messina e Catania, mentre esuli come Rosario Bagnasco, Diego Arangio, Pietro Spangaro, Filippo Abignente, Francesco Savona, danno opera attiva alla preparazione. Contemporaneamente alla spedizione di Quarto ne partì una da Malta, ma su questa manca la documentazione nell'archivio. Del 1860 abbiamo solo delle carte sulle operazioni militari eseguite dal Fabrizi in Sicilia, le copie del carteggio col comandante la cittadella di Messina, e per il 1861 lettere ufficiali al Fabrizi come sotto ispettore della Guardia Nazionale nelle provinole napoletane.
La vita di esule era finita per il Fabrizi e con essa anche la parte più importante dell'archivio. Mantenne sempre i contatti cogli italiani che gli erano stati compagni di lavoro a Malta: Giorgio Tamajo, Emanuele Frixione, Emilio Sceberras, Giuseppe Gioacchino Fenech. Le lettere pia importanti di questo periodo sono quelle di Enrico Cialdini.
L'archivio conserva infine, nelle ultime cartelle, le suppliche dirette al Fabrizi dai suoi elettori,
EMILIA MORELLI
1) T. PALAMENGHI CÌUSPI, JV. F., Carlo Pisacane e Rosolino Pilo. Nuovi documenti relativi atta spedizione di Sapri, in II Risorgimento Italiano. Rivista storica, a. VII (1914), pp. 321-408; 526-544.