Rassegna storica del Risorgimento
INTERLANDI ENRICO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LOCASCIO FERDIN
anno
<
1938
>
pagina
<
565
>
Libri e periodici 565
A Venezia, invece, malgrado le proleste del Tommaseo, l'aiuto polacco fa rifiutato dal Manin. A Roma, polacchi si arruolarono ira i nostri soldati.
Dal 1850 al 1859, periodo di calma preparazione; nel 1859, soldati polacchi tornano a combattere insieme ai nostri il comune nemico: l'Austria.
Interessante è infine Tesarne che il Morawski, profondo ed appassionato studioso del nostro Risorgimento, fa della rivoluzione polacca del 1863 e delle cause che determinarono il poco favorevole atteggiamento del Governo italiano. La Polonia tendeva ora più a combattere la Russia che l'Austria, mentre per noi il solo e grande nemico era sempre la monarchia absburgica.
Oltre al fattore politico interno, il Morawski sottolinea le ragioni internazionali e la penetrazione culturale che facilitarono l'intesa fra i nostri due popoli.
E. M.
LIVIO PIVANO, Mazzini e Giuditta Sidoli', Modena, Guancia, 1936-XV. Lire 12.
E la storia, documentata, del grande amore del Mazzini per la Sidoli; ed è, nel contempo, una narrazione, rapida e commossa, degli avvenimenti più salienti della vita del Veggente dal suo primo incontro, a Marsiglia, con la donna affascinante sino al suo malinconico trapasso a Pisa, nel 1872, quasi di straniero in terra italiana.
Da questa silloge di lettere ardenti, saviamente disposta e ravvivata dalle considerazioni penetranti del Pivano, balza su, inconfondibile, piti che da ogni altra biografia densa e minuziosa, la saldezza indomita dell'anima mazziniana: tutta piena di un alto sogno di umana redenzione, perii quale l'Apostolo si sottopose, liberamente, ai sacrifici più duri e alle più doloranti rinunce.
Come ci testimonia il bel saggio suggestivo, la passione del Mazzini per la Sidoli, contrariamente a quanto fu messo in forse da Bolton King, rimase incisa nel suo cuore perennemente, come una fiamma inestinguibile; e fu legame purissimo, nato da affinità di dolori e di speranze e fattosi, con gli anni, sempre più profondo e indistruttibile, come faro resistente agli urti di tutti i marosi.
Tutto offerto alla sublimità della sua idea, egli non vide in lei la dona a materiale e sensibile, ma la madre, la sorella, l'amica, la più eletta delle creature che Dio aveva posto al suo fianco per incitarlo assiduamente nella sua opera di bontà e di amore, nella piena esplicazione del suo credo religioso.
Anche la figura della Sidoli è qui, per la prima volta, saldamente ricostruita: con quell'aura di poesia che tutta l'inondava, con i suoi tesori di femminilità non comuni, accompagnati da una cultura agile e varia e da una chiara fermezza di propositi: doti che non potevano non lasciare una traccia duratura nel cuore tenerissimo dell'Esule. Ed ella lo ricambiò d'affetto, senza dubbio, sino alla morte, anche se talvolta, lontana da ini, dimenticò, temporaneamente, per altre esigenze sentimentali, l'ardore del primo momento e la soavità della prima promessa. Ma, fatta di carne, non solo di puro spirito, più pronta a dominare gl'intimi trasporti, più portata al raziocinio, più incapace di ardui voli, senti spesso la distanza che la separava da quella cima inaccessibile e non seppe, anche volendo, sempre salire, adeguatamente, alle regioni, ch'ella chiamò talvolta troppo vaporose, dell'uomo che si era forgiata la vita nel pianto e nel tormento per la conquista delle più alte mète ideali.
JNfeU'incompremiotte di quest'essenza divina del sentimento, che il grande Genovese voleva elevare oltre gli umani confini, egli dovette di certo scorgere, nel gelo della solitudine, un'altra sentenza inevitabile del suo amaro destino, che soltanto poteva affrontare impavidamente chi, come lui, aveva.un animo d'acciaio, temprato al fuoco delle prove più ardue.
MARINO CTRAYEGNA