Rassegna storica del Risorgimento
INTERLANDI ENRICO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LOCASCIO FERDIN
anno
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1938
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pagina
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566
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566 Libri .<? periodici
GIUSEPPE CALOGERO, lì pensiero filosofico di Giuseppe Mazzini; Brescia, Vannini, 1937-X3 in 160, p. 336. L. 10.
L'autore di questo ampio volume si propone di dimostrare, attraverso tra. attento esame delle linee direttive e dello svolgimento del pensiero mazziniano che il grande Veggente fornito di logica potentissima seppe innalzarsi alla scoperta di ardue verità universali per poi annunziarle profeticamente in armoniose sintesi di vita.
La densa opera, sebbene riveli una lodevole nobiltà d'intendimenti, non riesce peraltro a convincere dell'esistenza vera e propria di un compiuto sistema razionale del Mazzini: uno. coerente, e ancor oggi in ogni sua parte solido e vivo, come arditamente sostiene il Calogero.
Checché si dica, mancò alla dottrina dell'Apostolo, tutta orientata verso la pratica, un'organica elaborazione filosofica: egli stesso, che non rivolse mai di proposito l'attenzione al problema gnoseologico, avvertì più volte che la verità non si dimostra perchè viene offerta dalla morate, dalla fede, dal senso della divinità immanente nella nostra coscienza ; che la credenza riposa nei secreti dell'in finzione , cioè, in una forza impreveduta, data all'uomo in alcuni momenti sublimi di amore e di concentramento di tutto lo spirito verso un fine supremo di assolata perfezione.
Il difetto principale del lavoro, che pure ha pagine veramente notevoli, sta, a mio avviso, in un errore d'impostazione: il Calogero ha creduto di poter penetrare nei segreti più intimi della mente vasta e comprensiva del Mazzini, a (fidandosi quasi unicamente alle idee da lui esposte nelle opere e nelle lettere o ricorrendo ad asserzioni e ricerche altrui in buona parte ormai superate, senza darsi cura di rivedere e chiarire nei suoi fondamenti, spesso erronei, la posizione tradizionale del giudizio sul Nostro con nuove e serie indagini, più aderenti e più concrete.
Nel 1934, in un breve articolo su questa rivista, sfuggito all'autore (ma quante altre cose molto più importanti che non il mio modestissimo saggio gli sono sfuggite!) io facevo presente che non poche astrattezze e alcune gravi innegabili eteronomie della concezione politico-religiosa mazziniana non potevano essere giustamente comprese e valutate se non mettendole in rapporto con tutta la cultura del tempo e in ispecie con la corrente illuministica tedesca e francese, la quale ha influito indubbiamente su tutta la sua formazione spirituale, come ne fan anche fede talune sue esplicite dichiarazioni
Per il Calogero, invece, che pure pretende di non partire da pregiudizi di scuole e di sistemi o da posizioni aprioristiche e partigiane, non vi è nessun'incertezza in un argomento di cosi grande portata: non solo egli mette nel dovuto rilievo, e a buon diritto, la grandezza morale, incontrastata, del Profeta; ma senz'altro afferma con sicura baldanza che in tutte le costruzioni dottrinarie mazziniane si riscontra una profonda indiscussa originalità, talché nulla o quasi egli deve all'influsso straniero e ben poco alle fonti indigene e anche tutto ciò che egli ha raccolto casualmente da vicino e da lontano ha rielaborate e ricostruito, ricreato e riplasmato con una coerenza logica formidabile, etimo di una molteplicità di alimenti che si scompongono e ricompongono nella formazione del sangue . L'affermazione è senza dubbio interessante, e noi saremmo ben lieti se u Calogero ce n'avesse data una giusta e valida conferma. Ma finche egli, soltanto sulla scorta delle altro! ipotesi,rinnega ad esempio qualunque eguaglianza e interdipendenza o tutt'ol più accetta qualche lieve coincidenza ideale fera il Mazzini e il Leasing e il Lemme e-il Fouricr e il Lamennais e il Saint Simon, e addirittura scorge tra il Mazzini e il Comte un'assoluta inconciliabilità di vedute e una lotta senza quartiere , non ci offre certo nessun nuovo utile coniributo a quegli elementi preziosi di cui andiamo ansiosamente in traccia per ricostruire decisamente la personalità del Mazzini non nel campo etico, ove l'accordo fe universalmente perfetto.