Rassegna storica del Risorgimento

INTERLANDI ENRICO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LOCASCIO FERDIN
anno <1938>   pagina <568>
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568 Libri e periodici
Naturalmente (ed è ormai tempo di concludere) su di un patito sono pienamente in armonia col Calogero; cioè, che sfrondato di tutte le scorie e di tatti gli accessori ingombranti vi è nel pensiero del Nostro qualcosa di essenziale e d'immortale: il suo misticismo attivo, pratico, teleologico, che, ad onta di non pochi errori, fu la molla che guidò la Patria alla riscossa.; la sua religione infinita che ne fa un sacer­dote, tra i più puri ed eroici, dell'Idea e del Dovere.
MARINO CIRAVEGNA
CLAUDIO ISOPESCU, La Stampa periodica romano-italiana in Romania e in Italia; Roma, Istituto per l'Europa orientale, 1937-XVI, in 8, pp. 366, L. 15.
Che gli studi sulla storia della stampa periodica in Italia siano molto poco sviluppati e che fin oggi pochi abbiano dedicato le loro fatiche alla causa di essi è risaputo. Questo luogo comune va però ora modificato. In meno di dieci anni, dal 1928 ad oggi, in Italia si sono compiuti passi notevoli: ricerche e studi nuovi sono venuti alla luce; s'è incominciato a cercare un ordine, se non .un metodo, anche per questa complessa disciplina con i primi tentativi di costruire compiutamente la nostra storia giornalistica; con una sistematica pubblicazione periodica che si pro­pone di stampare studi originali e di tenere i lettori a giorno della letteratura gior­nalistica; nonché con una seconda pubblicazione periodica, giunta di già alla sua terza dispensa, dedicata alla bibliografia del giornalismo italiano.
Tutto ciò ci viene alla mente mentre leggiamo il recente volume di Claudio Isopescu che pure rientra fra gli studi sul giornalismo italiano così promettenti nel decennio 1928-38.
Nobile assunto quello dell'egregio autore e nobile contributo alla storia del nostro giornalismo all'estero, cosi ricca di apostoli e di periodici veramente eroici, palpi­tante di propositi e di speranze, custode dei programmi e dell'operosità svolta dai nostri emigrati nell'esilio.
Qui lo studioso si può giovare utilmente dell'ottimo lavoro del Fumagalli, a tutti noto. A quel lavoro, certo arrecano contributo nuovo e non piccolo studi come questo deb" Isopescu che approfondiscono e illustrano in tutte le loro manifestazioni i rapporti corsi attraverso la stampa periodica fra il nostro paese ed un altro. Qui è il caso della Romania.
Il lungo e travagliato rivolgimento da cui sorse, dopo un'oppressione secolare, la Nazione romena, fu al pari dell' italiano opera di spiriti eletti che con la stampa com­batterono la buona battaglia trascinando popoli e Stati alla gran prova delle armi. Essi rivelarono al mondo l'esistenza di una coscienza nazionale: essi conquistarono ad essa le simpatie dei fratelli d1 Occidente: essi ne prepararono la riscossa e la condussero alla vittoria.
Questo movimento mise capo prima in Francia e, dopo il 1848, anche in Italia.
Qui i Romeni non erano interamente sconosciuti ma, mercè la stampa periodica, si venne meglio formando una opinione pubblica su questo popolo che da Roma dedttceva origini, lingua e nome.
H lavoro dell'Isopescu è diviso m due parti: nella prima si tratta della stampa italiana in Romania. E già questo primo ampio capitolo è ricco di molte notizie per lo studioso, le notile poi accompagnate da larghi stralci di articoli, o addirittura da interi articoli, danno maggior valore al libro considerato come raccolta di documenti nel quale sono pure radicati, in forma di indice, tulli gli articoli relativi al toma .della traduzione.
Z*a seconda parte dello stadio è non meno interessante; la stampa italo-romena
in Italia.
Il primo dèi giornali itolo-romeni in Italia comparve a Venezia nel 1872 inti­tolato Propaganda. II suo scopo era quello di divulgare le opinioni, i desideri, lo