Rassegna storica del Risorgimento

INTERLANDI ENRICO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LOCASCIO FERDIN
anno <1938>   pagina <569>
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Libri e periodici 569
tendenze e le necessità della Nazione romena, ma ad nn tempo quello di contribuire al conseguimento di una ben meritata simpatia e di un fraterno sostegno: mascherare 1 neri piani di chi poteva avere contrari interessi, difendere il popolo romeno dalle denigrazioni e dalle calunnie. II giornale è mazziniano perchè, ai dice- Mazzini conosceva meglio di ogni altro i dolori e le aspirazioni dei Romeni.
Esso continua a Roma con altro titolo Dacia Troiana sempre impegnandosi in una incessante propaganda per l'emancipazione nazionale dei Romeni.
Così prima della completa indipendenza della piccola Romania, per mezzo di due periodici, partirono dall'Italia incessanti incoraggiamenti ai Romeni. Nel con­tempo, nei numerosi appelli all'Italia e alle altre Nazioni, si invocava, l'aiuto per la libertà e l'indipendenza della Romania.
Questi due periodici attingevano al pensiero italiano la concezione nazionalista che trovò corrispondenza e consenso nello svolgimento delle aspirazioni nazionali romene. Negli Italiani i Romeni potevano trovare, come additavano i due periodici, affinità di origini e di condizioni.
Di molti altri periodici che avevano ed hanno su per giù gli stessi fini, tratta in questo secondo capitolo l'Isopescu che arriva fino ai più recenti, a quelli dei nostri giorni.
Riassumendof in principio (1840), allorché si profilò la possibilità di un'azione comune fra i due Paesi, i periodici si restrinsero ad un programma economico-commer­ciale e prepararono il terreno all'intesa e agli accordi. Poi, appena si presentò immi­nente l'azione, comparvero i giornali a tendenza politica.
Mentre sempre nuovi periodici si adoperavano in Romania a far conoscere il pensiero, l'arte, la storia italiana, in Italia il primo periodico a prendere posizione per i Romeni sorse solo nel 1872. Promotore di questo e del successivo periodico è A. Bujoru che s'ispira ai principi del Mazzini.
La stampa romeno-italiana, conclude l'Isopescu, che tanto contribuì anche ad­una più intensa collaborazione culturale, commerciale ed industriale, non ebbe grande vitalità né lunga vita, ma accese maggiormente negli animi romeni ed italiani la fiamma alla cui luce essi si riconobbero fratelli nella gloriosa origine comune, nella difesa della loro nazionalità e nell'identità della lotta contro il nemico comune.
FRANCESCO FATTOBELLO
Bìbliographische Vierieljahrshefte der Wélikriegsbucherei; Heft 8-9, Bibliographie sur Geschichte des Britischen Reichcs im Weltkrìeg 1914-18, Stuttgart, Weltkriegs-bueherci, 1936, 1 voi., in 8, pp. 123; Heft 10, Bibliographie sur Geschichte des Britischen Reiches in der Nachkriegszeit, id. 1936,1 voi., in 8, pp. 72; Heft 11-12, Bibliographie xur Geschichte Frankreichs in der Vorkrìegsiteit und im Welthriegj id. 1937, 1 voi., in 8, pp. 91; Heft 13, Bibliographie sur Wirtschaft - Saziai -und Geistesgeschichte Frankreichs im Welikrieg, id. 1937, 1 voi., in 8, pp. 52; Heft 14-15, Bibliographie sur militarischen Geschichte Frankreichs im Welthrie ià. 1937, 1 voi., in 8, pp. 93.
Già nel fascicolo dell'agosto 1936 ho avuto occasione di parlare della grandiosa raccolta degli scritti sulla guerra mondiale, raccolta iniziata nel 1915 da un grande industriale tedesco Riccardo Francie, e trasferita nel 1920 nel castello di Roaenstein, a cura del Governo wurteraberghosc; e ricordai anche l'iniziativa presa dal dott. Eilers, direttore di quella istituzione, di pubblicare un bollettino bibliografico trimestrale. Tale bollettino, che fa posto anche allo pubblicazioni importanti non possedute dalla biblioteca, è diviso per soggetti.
Continuando ora a riferire su quel bollettino esamipfamo gli ultimi fascicoli apparsi. 1/8 e il 9 si riferiscono alla storia dell'impero inglese durante la guerra. Fanno seguito