Rassegna storica del Risorgimento
INTERLANDI ENRICO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LOCASCIO FERDIN
anno
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1938
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pagina
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582
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VITA DELL'ISTITUTO
FRANCESCO PIVAlNO
La Sezione cuneese del nostro Istituto deve contare uà lutto dolorosissimo: la morte del suo attivo presidente, on. gr. uff. Francesco Pi vano che tanto impulso aveva dato alla vita della Sezione, accrescendone con intelligente propaganda il numero dei soci, svolgendo attività culturale mediante conferenze e lettore inlese soprattutto a esaltare l'opera del cuneese nel nostro Risorgimento. Ancor poco fa lo avevamo visto rievocatore appassionato ed eloquente delle nostre vicende quando alla ripresa dell'attività della sezione aveva presentato prima il magg. Davide Jalla, valoroso comandante in A. 0. dell'eroico battaglione Alpini che si intitola alla città cara al Suo cuore, alla Sua natia Saluzzo, più tardi la contessa Emilia Corderò di Monte* zemolo, la quale fece rivivere le gesta mazziniane nel Cuneese, quando improvvisa giunse la notizia della sua morte che ha paralizzato momentaneamente l'attività del Comitato di Cuneo.
Si è chiusa una vita di studio, di lavoro, di bene. Di famiglia ben nota negli studi e nelle armi, si segnalò presto negli studi, tanto che vinse giovanissimo uno dei posti di studio del R. Collegio delle Provincie, un concorso per uno studio bandito dall' Istituto di Storia del Diritto Romano della R. Università di Catania; collaborò attivamente all'attività della Società storico-subalpina, con pregevoli scritti, raccolti nelle collezioni della Società e per lo più concernenti la vita giuridica e civile del Saluzzese. Ma l'attività giuridica lo attirò giovanissimo parallelamente alla notevolissima attività dottrinale, così che Egli fu ben presto conosciuto fuori della sua città e provincia, ed era ambito premio per la Sua fatica il riconoscimento ch'egli nobilmente continuava le tradizioni del Genitore on. Carlo Ant. Fivano.
Per una grave infermità, che lo aveva colpito da giovane e che gli aveva leggermente paralizzato un arto, non potè partecipare alla guerra mondiale, fiero però che altri membri della Sua Famiglia si segnalassero per il valore sui campi ove le fortune d'Italia si decidevano. Ma alla causa della Patria dedicò la Sua attività di parole e d'opere, così quando anche il Cuneese stava per essere sconvolto dalla propaganda sovversiva, egli comprese la necessità di lottare per il bene del suo Paese e nelle elezioni del '21 fu eletto Deputato al Parlamento, riprendendo così quel seggio tanto nobilmente tenuto pochi lustri prima dal padre.
Alla Camera la Sua attività si fece notare per l'alto spirito di Italianità, intervenendo più volte nei dibattiti per le pensioni di guerra, contro il divorzio e a favore della integrità della famiglia ottenendo la ambita lode di un parlamentare: Paolo Boselli.
Entusiasta fascista, si prodigò per le iniziative del regime ricevendo ripetute attestazioni di riconoscimento da parte delle superiori Gerarchie. Anche attualmente copriva cariche importanti, alle quali Egli attendeva con la Sua usata signorilità e intelligenza. Quando S. E. de Vecchi lo chiamò a succedere al presidente sen. Imberti, lieto della, vice presidenza e che aveva, attraverso non poche difficoltà, creato la nostra sezione Cuneese, Egli diede nuovo impulso alla vita dell' Istituto, facendolo uscire dalla limitata cerchia degli studiosi, avvicinandolo ad una. più larga massa di cultori che Gli mostravano lo propria simpatia accorrendo numerosi ai cicli di conferenze sempre notevoli per l'argomento e i conferenzieri.
Vasta era l'attività prevista pel '38.0 morte, riacutizzandosi il male giovanile* lo strappò alla famiglia adorata, all'attività del Suo Istituto. Rassegnato e sereno.