Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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588
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588
Achille Norsa
piccolo numero suppliva la qualità degli uomini, come vi supplì una mirabile e concorde energia di volere.
Lo stesso giorno dell' inaugurazione fu deliberato d'inviare a Pio IX un indirizzo di ringraziamento: ne fu estensore il Minghetti, il quale non si lasciò sfuggire l'occasione per tracciare le direttive di quello che, secondo l'avviso suo e degli amici, avrebbe dovuto essere il programma dei prossimi lavori.
Non senza qualche contrasto l'indirizzo fu approvato; ma si esitava a presentarlo, temendosi che Pio IX non gli facesse buon viso. Chiamato da lui a colloquio, il Minghetti sostenne con calore la tesi della legittimità dell'indirizzo e dell'indipendenza della Consulta. Quel colloquio ebbe alcuni momenti quasi drammatici, tanto che il Minghetti credette di doversi scusare della franchezza con cui parlava. w
Pio IX accettò l'indirizzo, il quale conteneva in sintesi efficace un ardito programma di riforme nelle più svariate materie legislative e in tutti i rami della pubblica amministrazione: esercito, finanze, polizia, ordinamento dei comuni e delle provincie.2)
Fu la prima vittoria del giovane Minghetti che n'ebbe lodi da Pellegrino Rossi e dal Manzoni, mentre incominciava a spargersi la fama che egli fosse l'anima della Consulta .3)
Una seconda ed anche più notevole vittoria ottennero i consultori liberali, e per precipuo merito del giovane rappresentante di Bologna, sopra una questione di procedura, dalla quale si può dire dipendesse tutto il prestigio della Consulta stessa: quella relativa alla pubblicità dei suoi atti; pubblicità che unita al diritto d'iniziativa di qualsiasi proposizione, con l'aiuto dei commenti della stampa, poteva diventare mezzo d'opposizione al Governo; ma perciò appunto
1) Cfr. M. MINGHETW, Ricordi, voi. 1, pp. 297-298.
3) Cfr. Ibid.t pp. 301-03 ove è citato il testo dell'indirizzo.
3) Cfr. lettera di Costanza Arconati ad Antonio Troti, da Firenze, 27 novembre 1847, in A, MALVEZZI, II Risorg, hai. in un carteggio di patrioti Lombardi (1820-1860), Milano, 1924, p. 202.