Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <590>
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Achille Nona
I consultori formularono inoltre varie proposte: quella ad esempio di una legge sullo stato giuridico degli impie­gati, un'altra sulla riorganizzazione dell'Esercito. Ma tali proposte, per quanto utili e per quanto lodate a parole, veni­vano il più. delle volte lasciate cadere dal Governo. E del resto da ritenere che essa non avrebbe potuto fare di più; anche se Pio IX non le avesse tolto i migliori elementi, chia­mandoli, tra il febbraio e il marzo al Governo. Mancava ormai la calma necessaria alla preparazione paziente e ponderata di ogni riforma; l'opinione pubblica era distratta dall'incalzare degli avvenimenti; altri problemi urgevano.
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VERSO UN MINISTERO LAICO. - Il '47 aveva sino ad un certo punto mantenuto le promesse dell'anno precedente: con le pacifiche riforme, con le graduali concessioni dei prin­cipi, come già altra volta in Italia, si era venuto attuando il programma dei moderati; l'autorità e la forza loro crescevano, pur fra i contrasti degli avversari. Senonchè la cieca ostina­zione dell'Austria e del Re di Napoli nel resistere ai desideri popolari, fece tosto prendere una ben diversa piega al corso degli avvenimenti. L'equilibrio delle forze politiche era per sé stesso troppo instabile per poter durare.
H 1848 si apriva coi rumori della Rivoluzione: il 12 gennaio Palermo insorgeva; il 29 Ferdinando II concedeva di colpo la Costituzione; il 24 febbraio Parigi detronizzava a furia di popolo l'ultimo degli Orléans. Intanto a Torino, a Firenze, a Roma, l'agitazione cresceva; ai primi di marzo Carlo Alberto e il Granduca Leopoldo cedevano, largendo anch'essi guarentigie costituzionali ai loro sudditi; il 14 marzo Pio IX ne seguiva l'esempio, promulgando uno Statuto che era stato fattura esclusiva di ecclesiastici e che era stato letto ed approvato la sera innanzi in Consiglio dei Ministri. Fra i presenti a quel