Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <593>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 593
allora gridare: Viva Pio IX era lo stesso che gridare: Evviva l'Italia .
Ma pel Minghetti <juel grido aveva anche un significato più profondo e più vasto: non era quello forse il primo sincero tentativo di conciliazione tra fede e progresso, tra cattolicismo e civiltà moderna? Egli, che aveva adito a Parigi l'eloquenza calda ed ispirata dell'Ozanam e dell'abate Coeur, che aveva abbracciato con sì fermo convincimento le dottrine del Rosmini e del Gioberti, come avrebbe potuto negare il suo pur modesto concorso a quel primo tentativo di realizzazione?
E già la sua mente si fermava a meditare sopra un pro­blema, sul quale egli nell'età matura e con più maturo e tran­quillo giudizio sarebbe ritornato più e più volte: uno dei più ardui problemi dei tempi moderni: quello dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa.
Sappiamo che verso la fine di febbraio, Pio IX aveva promesso lo Statuto e che intorno all'opera dei compila­tori, tutti ecclesiastici, si manteneva il segreto più impene­trabile. Senonchè un Gesuita, il Padre Ventura, era uscito con un suo scritto a sostenere che il Collegio dei Cardinali avrebbe potuto essere una eccellente Camera Alta nel nuovo Stato Costituzionale.
Fu il Minghetti a rispondergli e come potesse avere buon gioco non occorre dire: mi si consenta piuttosto di rilevare alcune idee caratteristiche di quel prezioso documento.
... Tanto più la religione si sarebbe elevata negli animi, ammoniva egli, quanto meno i suoi ministri si avventurassero nelle vicende politiche. *)
Essere tuttavia possibile una conciliazione fra il potere temporale e lo spirituale, pure assommati nella stessa persona; dover essi svolgersi paralleli e indipendenti, senza intralciarsi,
a) Gfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. I, pp. 330-31.