Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <594>
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Achille Nona
simili a due rivi che, nati dalla medesima sorgente, seguono corso diverso.x)
Nella lettera all'avvocato Massei, già ricordata, il Minghetti rivolgeva all'amico una serie di quesiti relativi al punto saliente di tutta la questione : il miglior criterio cioè per separare in modo netto il temporale dallo spirituale, eliminando al possibile le interferenze fra i due poteri.
H Ministero degli affari esteri potendo riguardare gli affari eccle­siastici e i secolari, deve essere concentrato in una sola persona o in due? Come si può garantire la libertà individuale senza ledere il diritto comune e i privilegi del foro ecclesiastico? Come si può conciliare la libertà della stampa al diritto di censura governativa in materia dì religione e di morale? ...2)
Par quasi che tali domande martellino insistenti il cervello del giovane Minghetti, e che gli debbano insinuare un dubbio: ma non era cosi: egli credeva con la più perfetta buona fede alla possibilità di una soluzione conciliatrice. Pia illusione sua di allora, che il Minghetti avrebbe poi scontato con tante amarezze. Ma la fede in un accordo fra Stato e Chiesa, fra Cattolicismo e Progresso, non lo abbandonerà mai: essa risponde a un intimo bisogno del suo spirito, tutto equilibrio, armonia, misura.
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MARCO MINGHETTI MINISTRO DI PIO IX. - H 10 marzo 1848 Pio IX riuscì dunque a costituire il nuovo Ministero: la Presidenza con gli Affari esteri fu data al cardinale Anto-nelli; il Recchi e il Pasolini ebbero rispettivamente i portafogli dell'Interno e dell'Agricoltura, Minghetti quello dei Lavori pub­blici; gli altri dicasteri furono ripartiti fra laici ed ecclesiastici con prevalenza dei primi.
Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voL II, p. 149. a) Cr. G. MAIOM, M. Minghetti, p. 83.