Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <595>
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La giovinezza e fa prime esperienze politiche, ecc. 595
Ma quella compagine ministeriale presentava un. grave difetto d'origine: la scarsa omogeneità: in essa come avrebbero potuto andare d'accordo laici accanto ad ecclesiastici, libe­rali sinceri accanto a retrivi impenitenti che in cuor loro rimpiangevano i tempi di Gregorio XVI?
Alle difficoltà dipendenti dalla situazione generale, que­st'altra s'aggiungeva e gravissima: che i ministri erano chia­mati ad applicare una legge non ancora promulgata, e neppure conosciuta da essi nelle linee generali per la ragione già detta; una legge, che, quando pochi giorni dopo uscì, potè essere definita dalla più alta competenza italiana di quel tempo in materia, Pellegrino Rossi, come una guerra legalizzata tra sudditi e sovrano .1}
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Ora, come già sappiamo, non è che il Minghetti non vedesse tali difficoltà: forse nel suo giovanile entusiasmo non vedeva l'impossibilità di un felice innesto delle Istituzioni Parla­mentari sul tronco ormai troppo vecchio dell'assolutismo dei Papi.
Ma anche se l'esperimento fallì, come doveva fallire, esso non fu inutile: nella storia come nella vita vi sono casi nei quali una sconfitta può giovare più di un facile ed effimero trionfo.
E quanto al nostro Minghetti, bisogna pur riconoscere che egli pose tutto il suo ardore, tutta la forza del suo ingegno perchè quel tentativo riuscisse. La seguente lettera vale a ben rappresentarci lo stato dell'animo suo in quel momento cosi importante della sua vita:
'Ella mi fa testimonio, scriveva a persona molto intima il 19 marzo, della mia ripugnanza ad accettare il Ministero, della lunga lotta che ho sostenuto, e come finalmente mi rassegnassi, spinto dal sentimento profondo che ogni cittadino deve porre alla sua opera quando vegga la speranza di fare qualche bene. Conobbi evidentemente che que­sto ministero non poteva essere che transitorio, che gli avvenimenti
U Cir. E. MASI, lì Risorgimento Italiano, voi. II, p. 215.