Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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597
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 597
Ecco con quali idee e con quali propositi il Minghetti diventava ministro a meno di trent'anni: ora vediamolo all'opera.
Dal 10 marzo al 29 aprile 1848 troppo breve fu il tempo per consentire al giovane ministro di lasciare di sé orma profonda e durevole: anche il poco che avrebbe potuto rimanere, sarebbe stato travolto prima dall'impeto della rivoluzione e poi cancellato o quasi dalla sopraveniente reazione.
Tuttavia l'avvento dei laici al Governo segnò un vivo risveglio in quasi tutti i rami dell'attività dello Stato: il Minghetti prende parte molto attiva al Consiglio dei Ministri che siede quasi in permanenza: imprime coi colleghi liberali un nuovo impulso al vecchio e rilassato organismo burocratico; promuove ed attua alcuni benefìci provvedimenti.
Tutto riprendeva una nuova animazione, egli scrive, e gli affari si sbrigavano con inusitata rapidità.1)
Fra le varie riforme parve un'enormità quella che escludeva molti incompetenti dal consiglio tecnico esistente a lato del ministero, esclusione che doveva incontrare forti resistenze non sempre determinate da moventi generosi.
L'aneddoto narratoci nei Ricordi è molto significativo:
La prima volta che l'economo del Ministero mi portò un cartoccino con quattro o cinque doppie d'oro, io cascai dalle nuvole, e alle spiegazioni datemi che erano di mia spettanza come ad altri impiegati e consiglieri, ciascuno avendo la sua sportula, risposi con un divieto netto, e con un ordine che tutti i denari pagati dai concessionarii dovessero riversarsi nella Gassa camerale.2)
L'azione del Minghetti si faceva sentire intanto anche nell'opera di altri dicasteri: quelli dell'Interno, della Guerra,
p Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi* voi. I, p. 345. a) Cfr. Ibid.