Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <598>
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Achille Norsa
delle Finanze, venendo egli spesso richiesto di consiglio o di collaborazione dai rispettivi titolari. Il riordinamento dell'eser­cito, specie dopo la cacciata degli Austriaci da Milano e da Venezia e l'entrata in campagna del Piemonte (23-25 marzo), procedette con grande alacrità.
Si aprivano gli arruolamenti dei volontari; ma per tutto questo e pei crescenti bisogni delle già dissestate finanze, urgeva trovar danaro; il privato credito, come avviene in simili momenti, si sentiva scoraggiato, e fu merito dei ministri laici e soprattutto del Minghetti se, contro la riluttanza del tesoriere cardinal Monchini, potè essere preso un provvedi­mento razionale e di efficacia immediata: l'emissione di buoni del tesoro garantiti sui beni degli enti ecclesiastici per due milioni e mezzo di scudi.
La relativa ordinanza potè essere pubblicata soltanto il 29 aprile, il giorno in cui il ministero dava le sue dimissioni, e va rilevato che nondimeno i buoni trovarono facile collo­camento e non deprezzarono neppure quando si ricorse a nuove emissioni.
Di tal guisa, scrive il Minghetti, mi trovai destinato a versarmi in condizioni pubbliche di strettezze finanziarie, sin dai primi miei inizii nella vita politica. *)
Ma eoi passar dei giorni la fiducia comincia a vacillare, le difficoltà crescono a dismisura; la resistenza passiva di un'inerte tradizione secolare si fa esasperante:
Le fatiche materiali sono gravissime, egli confessa in una lettera del 15 aprile, le difficoltà molte, continue, forti, spesso insuperabili... Io vorrei vedere Pitt, Peel, gli nomini di Stato più distinti a questa dura prova. D'altronde, aggiungeva, è necessario reggere la cosa pubblica, finché si può, il meglio che si può; l'abbandonare tutto sarebbe colpa.aJ
'} Cfx. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. I, p. 3S7. 2) Cfir. Ibid,. p. 393.