Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <599>
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La giovinezza e Ut prime esperienze politiche, ecc. 599
E il 27: Il
Sono affranto dalle fatiche e dai travagli dell'animo.1)
Come siamo lontani ormai dalla balda fiducia e dall'entu­siasmo dei primi giorni!
Da ciò che si è riferito, si sente quanto sia dimoile la posi­zione del ministero : a questo punto anzi essa è insostenibile. H Governo si sarebbe forse retto più a lungo, se gli avveni­menti dell'Alta Italia non avessero dato un indirizzo spicca­tamente nazionale al movimento iniziatosi con le riforme, conseguenza inevitabile, ma non preveduta ne prevedibile.
Il ministero avrebbe voluto la guerra all'Austria: Pio IX non poteva ne voleva farla; egli s'era visto però costretto, invano dilazionando una chiara soluzione, a lasciar partire l'esercito col Durando e i volontari col Ferrari, senza uno scopo ben determinato, e genericamente autorizzandolo a fare tutto ciò che giudicasse necessario per la tranquillità e il bene dello Stato Pontificio.2)
L'equivoco non tardò a palesarsi: il 10 aprile il ministero si piegava a sconfessare il proclama guerresco del Durando.
Dunque Pio IX non vuol agire né materialmente né moralmente per la causa nazionale? Ma che fate voialtri Ministri? 3)
scriveva il 21 Antonio Montanari al Minghetti, e il 22 Cate­rina Franceschi Ferrucci avvertiva da Pisa:
Qui corre voce che il Papa sia freddo nella Santa Crociata; e queste voci pigliano credito dalla presenza dell'ambasciatore austriaco a Roma... Qui e altrove, anzi in Italia, si tiene per fermo che voi siate la mente direttrice del Ministero; quindi la responsabilità di questo pesa quasi tutta sopra di voi.4)
1) Cfr. M. MINCIXETTI, Ricordi, voi. I, p. 394.
2) Cfr. Ibìd, p. 364.
3) Cfr. N. MAIVBZZI, Commemorasione cti., p. 25. *> Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. I, p. 434-435.