Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <600>
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600 Achille Norsa
Frattanto Pio IX teneva a Bada i Ministri con vaghe pro­messe, con frasi ambigue, o addirittura sfuggendo ai colloqui che quelli gli chiedevano insistentemente:
Strana posizione di un Ministero costituzionale, il quale ignorava quale sarebbe la sentenza del Principe sul fare o non fare la guerra: eppure conseguenza necessaria dell'unione del Principato temporale col Pontificato spirituale.
Alla fine il Governo, troncando gli indugi inviava a Pio IX il 25 aprile, una solenne dichiarazione, prospettando tre soluzioni possibili: o la guerra aperta all'Austria, o la pace, o la guerra sconfessata in linea di principio, ma subita per necessità.8*
Esso consigliava di queste la prima; ma forse avrebbe per disperazione accettato anche la terza, la più umiliante, tanto pei Ministri responsabili, quanto pel Pontefice.
Non s'accorgevano questi bravi signori, si domanda il Masi, che tutte e tre le loro soluzioni esautoravano egual­mente il Sovrano, il quale, in ogni regime costituzionale, è lui che fa la pace o la guerra, e non è lui che consente o non consente che altri la faccia per lui .3)
L'atto era dunque un espediente per uscire da un terribile imbroglio, una mancanza di sincerità politica a cui i Ministri si vedevano forzati dalla circostanze; fu comunque l'ultimo sacrificio compiuto per salvare un nobile ideale.
Ma da mille piccoli indizi e più dal contegno di Pio IX, si comprendeva che poco v'era da sperare: la mattina del 29 il Minghetti scriveva al Recchi:
Il tentativo di tenere queste due podestà unite panni ormai provato assurdo. Se ciò fosse stato possibile, certo lo era con Pio IX; animato da
>) Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. I, p. 372.
2) il testo del memoriale trovasi ivi a p. 368 e nelle Memorie di G. PASOIINT, già citate, p. 99.
3) Cfr. MASI, II Risorgimento Italiano, voi. II, p. 279.