Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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Achille Norsa
fosse aperto strada fra i nemici, lasciandone uno sul terreno, mentre gli altri invano scaricavano le carabine sul giovane ufficiale.n
L'episodio è però modestamente taciuto nei Ricordi.
Il Minghetti fece quindi con onore tutta la campagna, meritandosi la croce dell'Ordine Mauriziano nella giornata di Custoza (24 luglio).
Ma, nonostante ogni sforzo per tenersene lontano, la politica non lo abbandonò neppure quando egli avrebbe voluto vivere unicamente per la guerra. Gli venne dapprima offerto l'ufficio di Commissario Pontificio al campo di Carlo Alberto, ufficio che egli per ovvie ragioni rifiutò, ma che tenne poi interinahnente e in forma non ufficiale durante l'assenza del Farini, dalla fine di maggio ai primi di luglio.
Nelle elezioni che frattanto avevano avuto luogo il 18 e il 20 maggio, egli era stato eletto deputato al Parlamento romano nei Collegi di Bologna e S. Giovanni in Persiceto: all'invito degli elettori così rispondeva:
Non mi è lecito lasciare la milizia dopo sì breve tempo da che mi fu dato di entrarvi: imperocché mi trattiene qui un obbligo morale che ho assunto allorquando chiesi di servire nell'esercito e mi sforza di rimanervi sino a tanto che io abbia in qualche modo meritato con le mie fatiche e colla diligenza quel grado che mi venne concesso.2)
Ma, insistendo i suoi elettori e concedendogli di restare al campo, egli alla fine accettava, indirizzando loro un manifesto nel quale espose il suo intero programma politico, un programma di idee larghe e innovatrici.3)
lì Cfr. T. SARTI, Commemorazione di M. Minghetti, Bologna, 1886, p. 6-
2) Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. II, p. 82.
3) Bisogna introdurre in ogni parte del governo la semplicità, la moralità, l'economia. Bisogna portare il ferro coraggioso nella piaga delle finanze; rimettere l'equilibrio fra le rendite e le spese, suscitare nuove fonti di ricchezza, migliorare il sistema delle imposte, creare il debito pubblico che da tanti colpi giace prostrato. Bisogna recare nei nostri Codici quei miglioramenti che già posseggono le altre nazioni civili, e con nuove disposizioni far rifiorire gli studi e diffondere l'educazione universale. Bisogna soprattutto provvedere alle ragionevoli esigenze delle classi povere e prevenire con efficaci ripari quei mali onde altre nazioni sono travagliate. (Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. I, p. 89).