Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <613>
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La giovinezza e le pròne esperienze politiche, ecc. 613
giungeva ad eccessi inauditi; innumerevoli le persecuzioni, le condanne, gli esilii, e a questi mali s'aggiungeva iJ brigantaggio, risorto baldanzoso quasi come ai foschi tempi di Sisto V. Furti, aggressioni, rapine, assassini!, scrive il Dallolio,1} erano avvenimenti così comuni, che non commuo­vevano più alcuno, fuorché chi ne era colpito,... in pieno giorno le diligenze postali erano aggredite, e quasi sempre negli stessi punti della strada, senza che nessuno se ne desse pensiero : eppure non. sarebbe stata difficile la cattura di quei malandrini, perchè i nomi dei capi... erano sulla bocca di tutti. I pacifici cittadini, cui una legge iniqua vietava severamente di portare una qualsiasi arma, non erano in grado di difendersi, e si doveva assistere al singo­lare spettacolo del restaurato governo papale che, mante­nuto solo mediante l'occupazione austriaca da esso invocata, di questa si atteggiava poi a vittima per scagionarsi dagli arbitrii e dalle violenze commesse dagli stessi Austriaci. In tal modo la condizione dei Lombardo-Veneti, offesi bensì dal dominio straniero, ma senza i danni di una cattiva amministrazione, doveva persino apparire invidiabile ai poveri Romagnoli.
In un momento di sconforto, il Minghetti scriveva al Pasolini nel '50:
Veramente meglio sarebbe ritirarsi in una montagna con pochi libri e questi tutti anteriori all'era volgare per non accostarsi in nessun modo all'era presente e viver con Omero ed Esiodo ed altri antichi. 2
E un anno dopo al Marni ani:
... Io vivo ritiratissimo, la pia parte in campagna, e l'oscurità e il silenzio m'hanno salvato sinora da un' aperta guerra. *>
*) Cfr. A. DALLO Lio, Bologna nel 1859 , nel voi. cit. Bologna nella Morìa a? Italia, Bologna, 1933, p. 170.
2) Cfr. PASOLINI, Memorie cit., p. 172.
3> Cfr. MINGHETTI, Ricordi, voi. Ili, pp. 8-9.