Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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615
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La giovinezza e te prime esperienze politiche, ecc. 615
affettuosa e intelligente del nipote di Giuseppe Pasolini ha reso accessibile agli studiosi, è documento prezioso di vita e di storia.1}
Uomini ed avvenimenti riappaiono in queste lettere nella loro luce naturale, oltre il modesto, ma pur così vivo ed istruttivo quadro di una vita domestica sempre laboriosa ed ordinata: in uomini di tal fatta, anche se ridotti alla parte di semplici spettatori, l'interesse per la politica è sempre desto.
Ma ora ne ragionano pacatamente: i loro giudizi sono sempre cauti, spesso profondi; le loro previsioni talora profetiche.
Vedremo come il Minghetti preconizzasse la grandezza di Cavour fin dal '51, quando pei più era uno sconosciuto o quasi, e quel che pensasse nel '54 della progettata spedizione di Crimea.
Minghetti, come l'amico suo, anche nei momenti più tristi, non disperò mai dell'avvenire, ne mai del tutto si chiuse nella solitudine e nel silenzio: così negli scritti, come nei pubblici discorsi e nei privati colloqui, non esitò a manifestare francamente le sue opinioni, contribuendo in tal modo a tener viva la fiamma del patriottismo, e a preparare, specialmente in Romagna, quel nuovo orientamento degli spiriti che avrebbe condotto ai migliori successi. Così nel gennaio del '51 chiudeva l'elogio di Antonio Silvani, l'amico carissimo, già collega nella Consulta, scomparso quattro anni avanti, con questo augurio:
È lecito sperare che dopo sì lunghi anni di traversie, dopo infiniti errori e disinganni, dopo tanti patimenti, tante lagrime e tanto sangue, l'Italia debba un giorno ricomporsi in istato di ordinata e civile Nazione. 2)
>) Cfr. la nota 3 a p. 587 del presente lavoro. *) Cfr, MINGHETTI, Opusc. leu. ed econ., p. 118.