Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <618>
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Achille Norsa
scioglievano inni alla civiltà e al progresso, magnificato sotto forma di macchine a vapore e di telegrafo, di Istituti di beneficenza e di Gasse di Risparmio.
La Rivoluzione del '48, che in realtà era stata l'espres­sione di un nobilissimo slancio, appariva a molti come una rivoluzione di teste calde di dilettanti; all'empirismo urgeva dunque sostituire la scienza; e si compì, appunto allora, un mirabile ed universale lavoro di assimilazione e di volgarizzazione.
Nei giornali così poveri ed assurdi di rettorica prima e durante la rivoluzione del '48, osserva l'Oriani, si discuteva adesso con abilità e con dottrina la politica quotidiana; si spropositava molto meno di diritto costituzionale e amministrativo; le idee economiche e finan­ziarie, una volta patrimonio di pochi dotti ignorati e separati dal popolo, discendevano nel dibattito comune come alla riprova della propria verità. *)
Questo processo, sebbene limitato quasi solo al libero Piemonte e in minor misura alla Toscana, non poteva non esercitare la sua influenza anche sul rimanente della penisola.
Ma, com'era inevitabile, il pensiero italiano, di quanto guadagnava in estensione, d'altrettanto perdeva in profon­dità, e la produzione originale ne soffriva.
Ciò spiega anche in parte, il carattere frammentario di codesta multiforme letteratura e altresì la singolare versa­tilità degli scrittori, i quali, come un Cattaneo od un Cor­renti, passano con signorile disinvoltura dalla critica lette­raria alla statistica, dall'economia alle scienze naturali. Il fine politico, anche se non è manifesto, è quasi sempre sot­tinteso: il movimento nazionale cerca anch'esso una giu­stificazione teorica, e la trova più nelle dottrine di un giu­rista, il Mancini, che nel mistico idealismo mazziniano. Dante
i) Cfr. A. OKIANI, La lotta politica in Italia, Roux, Torino, 1892,12. VI, capi tolo V, p. 581 e scgg.