Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <623>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 623
Così, per esempio, mentre egli accetta le conclusioni di Kant sui limiti dell'umana conoscenza, riconoscendole inop­pugnabili, accoglie le dottrine del Rosmini e del Gioberti con quanto v' lia in esse di dogmatico e di impreciso. Così ancora, se rettamente respinge le dottrine morali dell'uti­litarismo e del sentimento, come inadeguate, ponendo a fonda­mento dell'etica un principio di spontanea spiritualità, accetta, poi, il concetto di una legge morale imperante ed obbliga­toria, posta fuori di noi senza affrontare adeguatamente il problema della sua giustificazione.
Egli inoltre, pur affermando la libertà dello spirito come esigenza indeclinabile della coscienza etica, la intende come libero arbitrio, come libertà d'indifferenza, in base a cui si giustifica altresì l'esistenza del male, e questa per lui, come per Leibniz, non repugna all'armonia dell'universo e alla suprema bontà del creatore .2)
Gli argomenti del Leibniz gli sembrano anzi tali da poter essere vittoriosamente opposti al pessimismo del Leopardi.
Nella limitazione delle cose, nell'esser loro finito, ha il male la sua prima radice: imperocché riguardato metafìsicamente, non è desso un ente né un attributo, ma un difetto ed una privazione.
Né le cose poterono essere influite senza essere Dio stesso: ed essendo finite, perciò solo erano soggette ad imperfezione. La libertà dell'arbi­trio è cagione del male e della colpa morale, e per indiretto, di molta parte del male fisico. 3)
Tra l'uomo e l'universo, tra l'umano e il divino il Min-ghetti scorge con Leibniz una profonda armonia; tutte le facoltà dell'uomo dovrebbero svilupparsi tra loro armo­nicamente, poiché la massima perfezione sta appunto in questo perfetto accordo, che ha il suo fondamento negli eterni decreti della divina provvidenza. 4)
1) Cfr. Opusc. leu. ed neon., p. 160, DeWeconom. pubblica e delle sue attinenze, pp. 163-170.
2) Cfr. Opusc. leu. ed econ., p. 164.
3) Cfr. Aid., p. 166.
4) Cfr. Opusc lett. od econ., pp. 151-52.