Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <624>
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Achille Nona
Lo stesso accordo dovrebbe regnare, e lo vedremo meglio tra poco, anche nella vita sociale tra i vari elementi della civiltà, e nella vita internazionale nei rapporti tra popolo e popolo. L'ideale limite verso cui tende l'umanità è quello della pace perpetua: il Minghetti, per quanto abbia gli occhi ben aperti sulla realtà per riconoscere quanto sia lontana questa meta, è però ottimista e nel corso della storia gli par di vedere uno svol­gimento progressivo, l'attuazione di una benefica legge provvi­denziale verso un fine trascendente, e cerca di conciliare questa teoria, correggendola ed integrandola con quella vichiana dei ricorsi intesa in senso sperimentale e induttivo.
Questi concetti fondamentali che il Minghetti si formò della vita e del mondo si trovano accennati o svolti nel Dia­logo della filosofia della storia col quale Fautore si propone di trattare non tanto in modo integrale una questione sì complessa e diffìcile, quanto di giustificarne come si è detto le finalità e i metodi, di indicare una via atta a condurre ad una soluzione accettabile non meno dal punto di vista razionale che da quello empirico.
Nel por termine a questa dissertazione egli si chiede infine:
Che è questa immensa brama di felicità che ognor ne agita e ne sospinge, senza che alcuna cosa finita possa mai appagarla ? Che e que­sto sdegno che si comprende veggendo talora la virtù oppressa ed il vizio trionfatore ? Che è la compassione delle cose misere, l'ammirazione e l'entusiasmo delle sublimi in tutti i secoli ? Che è questo ardore onde cerchiamo il vero, il bello, il buono: i quali par che ci sfuggano e tanto solo di sé ne mostrino quanto basti a farli vieppiù amare e desiderare? Indizi sono questi che l'uomo aspira invincibilmente all'infinito, e non può quetarsi che in esso, laonde la vita ci appare manifestamente transitoria ed indirizzata ad un fine oltramondano...
A quella guisa pertanto che la provvidenza è il postulato e il principio della filosofia della storia, l'immortalità dell'anima ne è il compimento e la fine. ')
1) Cfr. Opusc. ha. ed econ., pp. 168-69.