Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <625>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 625
LE DODICI LETTERE DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA. . - Della
passione e del notevole profitto col quale il Minghetti si era posto allo studio della storia e della filosofia, sono altresì documento le Lettere sulla libertà religiosa , pubblicate nel 1855 l) e cbe gli offersero l'occasione di ritornare sull' arduo tema appena sfiorato in chiusa al Dialogo di cui ora si discorse. Queste lettere, in numero di dodici, erano dirette a Don Vin­cenzo Ferranti, docente di filosofia del diritto all'Ateneo bolognese, fervente patriota, anima delicata ed ingenua. Con lui, col Montanari, col Marsili egli si trovava spesso a discutere degli argomenti più vari in casa del marchese Piz-zardi, ed è assai probabile che le Lettere ora ricordate, fossero, come già il Dialogo, frutto di precedenti discussioni. Esse offrono un particolare interesse anche perchè vi si riscontrano le linee direttive perseguite dal Minghetti nella sua attività parlamentare e svolte con maggior profondità di dottrina, ma senza sostanziali mutamenti di indirizzo, nell'opera Stato e Chiesa di oltre un ventennio posteriore.
Il tema era poi di viva attualità e richiedeva un certo coraggio da chi ardiva affrontarlo in tempi di intolleranza come quelli.
Rifacendosi al Romagnosi, che alcuni decenni fntumaBÌ nel suo Assunto primo del diritto naturale aveva sostenuto opi­nioni analoghe,2) il Minghetti pone il problema nella deter­minazione dei caratteri, dei doveri religiosi sulla base della distinzione tradizionale tra morale e diritto, distinzione che viene posta sui caratteri di prevalente interiorità della norma etica e di prevalente esteriorità della norma giuridica.
Passando quindi ad analizzare il concetto di Stato ed a fissarne con scientifico rigore le finalità, il Minghetti attribuisce
*) Ripubblicato in Opime leu., ed e.con., pp. 215-269.
2) È vero che nelle lettere il Romagnosi non è citato mai; ma le sue dottrine erano ben note al Minghetti il quale, come si disse, se ne era nutrito sin dagli anni giovanili. Cfr. Ricordi, 1, p. 58, e III, p. 118.
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