Rassegna storica del Risorgimento
UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno
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1938
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pagina
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636
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636 Giuseppe Calamari
Constant e Dupon de V Eure, subito si mise all'opera per promuovere e sollecitare la redenzione d'Italia. L'Ugoni, sicuro dell'esito delia impresa, nel dicembre si recò da Parigi a Ginevra per correre, appena fosse iniziato il movimento insurrezionale, nella vicina Savoia, dove, penetrando attraverso Cbambery, gli esuli raccolti a Lione si illudevano di contare sul valido aiuto delle milizie piemontesi, ivi stanziate. Ma il Governo di Luigi Filippo, venendo meno al principio del non intervento e privando i liberali italiani del suo appoggio, fece fallire miseramente epici moti, in seguito ai quali cominciò a perdere ogni potere il concetto di una monarchia temperata, che aveva cominciato a prevalere sul declinio dell'impero napoleonico, per lasciare campo libero al programma di Mazzini e alle idee sansimoniane, sotto il cui influsso l'emigrazione italiana, nella sua maggioranza, si dichiarò poi apertamente per una repubblica democratica. *)
Allora P Ugoni, sconfortato e profondamente deluso, deciso a non mettere più piede sul suolo francese, premuto dalle spie e dalla vigilanza dell'ambasciatore austriaco, allontanatosi da Ginevra riprese le sue peregrinazioni attraverso la Svizzera, mentre la denunzia dell'armistizio da parte del re Guglielmo e l'invasione vittoriosa degli Olandesi nel territorio belga, gli accrescevano la speranza di un conflitto generale, per il quale pensava di potere ritornare in patria, ormai liberata. E ansioso di vedere più. chiaro di quello che non glielo permettesse la poco rischiarante Lucerna, scriveva al Sismondi di volergli comunicare dei fatti o di volere profetizzare. E così, mentre si illudeva che l'esilio stesse per finire, andava ficcando gli occhi su per quelle valli, onde spiare se un passaggio si aprisse per lui (lett. 3).
Ai primi di settembre del 1831 si recò, fìssandovisi per qualche tempo, a Lugano, dove si mise a tradurre dall'inglese e a collaborare nella tipografìa del cospiratore Giuseppe Ruggia, benemerito della causa italiana, di cui era allora direttore il bresciano G. B. Passerini, e dalla quale, passata poi a Giacomo Ciani, uscivano ininterrottamente tutti gli scritti degli esuli, avversi al dominio austriaco, i
L'amico Ruggia merita tutto dagli affezionati alla causa nostra scriveva Filippo Ugoni al Sismondì, esprimendogli il desiderio di quei tipografo di avere anticipatamente il manoscritto del Prócis de VUistoire des Republiques italìennes, onde avere
1) SdaiGA R., Una apologia carbonara di Gasa Savoia noi 1830 in Rassegna Storica del Risorgimento, 1917, pp. 518-528.
s) Riguardo al tipografo Ruggia, vedi Scrìtti editi e inediti di Giuseppe Mazzini, edizione nazionale, Epistolario, voi. II, p. 342 segg., e BARBIERE R., Passioni del Risorgimento, Milano, Treves, 1903, p. 59.