Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <640>
immagine non disponibile

640
Giuseppe Calamari
sembrava concepibile che 1' imperatore potesse egli stesso cambiare di principi, perchè, essendo sovrano di più nazioni, ove facesse delle condi­zioni all' Italia, avrebbe dovuto farne anche alle altre, le anali per questo modo acquisterebbero forza e quindi scolerebbero il giogo che le opprime . Neppure l'Ugoni credeva opportuno il consiglio del Sismondi di contrefai re les inorts in quel momento, temendo che una quantità di vili stessero per farsi belli di questo suggerimento, non più per contrefaire bensì per rimanere proprio morti essi nell'infingardaggine (lett. 15). *)
Così, mentre tutti quegli errori potevano ottenere perdono presso i saggi e i generosi, un errore imperdonabile era stato quello di Dal Pozzo (lett. 6).
L'antico ministro dell'interno del breve Governo costituzionale del Piemonte, esule a Ginevra, e quindi a Londra e a Parigi, nel 1833, in quest'ultima città aveva pubblicato il celebre opuscolo Della felicità che gl'Italiani possono e debbono dal Governo austriaco procacciarsi, il quale, per avere suscitato un coro di indignazione, segnò per l'autore la une della carriera letteraria e politica. In modo particolare ne era rimasto sdegnato il Pecchio, che non risparmiò la più acerba critica al disgraziato esule 2) sebbene precedentemente avesse avuto in animo di scrivere un articolo intorno a VEssai sur les anciennes assemblées natio* nales de la Savoie, du Piemont et des Pays qui y furent annexés, pubbli­cato dal Dal Pozzo, come argomento vivo e interessante per gli Ita­liani 3) su cui aveva già discusso il Sismondi in due lettere all'autore, dopo che questi gli aveva inviato il primo volume dell'opera.
L'Ugoni, pertanto, nel timore che il libercoluccio potesse essere ristampato e avere diffusione specialmente in Piemonte, sebbene all'Au­stria avesse fatto l'impressione di una satira, domandò al Sismondi se non fosse convenuto farlo pubblicare addirittura dal Raggia, postillato da opportune note, in modo che l'antitodo si trovasse unito al veleno.
*) Per il progetto di riforma della costituzione svizzera elaborato da Pellegrino Rossi e respinto dal cantone di Lucerna, cui allude questa lettera n. 15, vedi BIGGOTI C. A., Il pensiero politico di Pellegrino Rossi di fronte ai problemi del Risorgimento italiano, Roma, Vittoriano, 1937-XV, p. X.
2) Vedi lettere di G-. Pecchio al Panizzi, in Lettere ad A. Panizzi, ecc., Firenze, Barbera, 1880, p. 108 segg.
3) GUEIUIINI P.s Jl carteggio degli Ugoni, in Cospiratori bresciani del 1821,
cit., p. 476.
4) BIANCHI N., Memorie e lettere inedite di Santorre Santarosa con appendice di lettere di Gian Carlo Sismondi, Torino, Bocca, 1877, p. 121 segg. Le due lettere, del 2 febbraio e del 29 marzo 1830, sono riportate dal Pellegrini nell'Epistolario del Sismondi, cit., voi. Ili, pp. 74 e 80. Vedi ancora ZANETTI CAVALIERI L., Il Sismondi e gli scrittori italiani del suo tempo, Firenze, 1919, p. 86.