Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <642>
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642 Giuseppe Calamari
soprattutto interesse alle questioni di politica e di economia, ispirandosi alle idee e alla dottrina del Ginevrino, di cui traduceva per gli Italiani, attraverso la casa Ruggia, i molti articoli apparsi nelle Annales de legi-slation et d'economie politique, su la Revue mensuelle d'Economie politique, fondata e diretta dal suo discepolo Théodore Fix,nel JournaldesÉcono~ mistes, nella Biblioihèque Universelle di Ginevra, ecc.
Filippo Tigoni, inoltre, che ne era digiuno, aveva trascorso le ore più, belle nel leggere e nel meditare i Nouveaux prìncipes d'Economie politique, affermando che ognuno avrebbe dovuto farne studio per essere buon cittadino (lett. 1).
L'essenza di questi nuovi principi, che hanno fatto del Sismondi un precursore e lo hanno reso celebre nella storia delle dottrine econo­miche, è ben colta ed espressa da queste parole che F tigoni scriveva al Ginevrino il 9 maggio 1834:
Le devo confessare eli'io nel leggere studi d'Economia da me fatti era divenuto partigiano della scuola inglese, e ragionavo cosi: la scienza dell' Economia, come quella, della Guerra, sono due studi separati dalla morale; l'economista deve cercare la maggior ricchezza come il guerriero il maggior danno del nemico; starà poi al legislatore e al filosofo a profittare di queste scienze per farne risultare, insieme alle altre, il maggior bene d'una nazione, dell'umanità. Pensando pòi oltre sono andato accostandomi alla dottrina professata da lei, e oggimai credo eie in qualunque scienza si professi non debbasi mai dimenticare la scienza fondamentale di tutte le altre, il benessere cioè di tutti (lett. 9).
Il Sismondi, infatti, preoccupato delle misere condizioni in cui era venuto a trovarsi l'operaio in seguito alle grandi scoperte scientifiche, qui tendent à accroìtre l'inégalité des joussances parmi les honimes ,*) affermando il principio di una vera e propria legislazione del lavoro, sosteneva che produzione e consumo dovessero bilanciarsi, e, contrario alla libera concorrenza, lo Stato dovesse intervenire soprattutto nella difesa della classe operaia, obbligando il padrone, in nome della soli­darietà umana, ad assicurare la vita e la salute del suo dipendente, cointeressandolo nell'industria, come era possibile nell'agricoltura sul­l'esempio classico della mezzadria toscana. *)
A sostegno di questi principi, il Sismondi, inoltre, aveva scritto nella rivista del Fix l'interessante articolo Du sort des ouvriers dans les manifactures, ispiratogli dagli scioperi che avevano avuto luogo a
i) FragmenLs, eie, p. 42.
2) DB SAMS J. R op. rie., p. 402 aegg.; PJSIXEGRINI C, Epistolario, cit., voi. I, p. XVII segg.