Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <645>
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Lettere di Camillo e Filippo Ugoni al Sismondi 645
Jacopetti, per sottrarsi alla vigilanza della Polizia, quale giardiniera e rivoluzionaria, careggiante in casa Confalonieri il pensiero di aiu­tare gl'insorti, e votata alla causa liberale, entrata in amicizia col Sismondi, ne era divenuta scolara affezionata, dedicando a lui una devozione come un culto. Né questa amicizia era stata minimamente turbata dalla differenza di alcune opinioni, tra cui quella sul suffragio universale, che alla Bianca sembrava una necessità sociale.M
Tornata in Italia, la Milesi nel 1825 SDOSÒ il dott. Mojon, il quale, nominato da Napoleone professore di anatomia e fisiologia nell'Univer­sità di Genova, aveva pensato bene di lasciare quella cattedra per rimanere cittadino francese, dopo che la sua città era stata incorporata alla Sardegna. E con lui la Bianca, anche perchè addolorata dall'impos­sibilità di poter formare in Italia dei suoi figli dei veri uomini liberi, nel 1833 si stabili in Francia, dove il marito, fissatosi a Parigi, ritraeva il suo cospicuo onorario quale medico della famosa baronessa Sofia Feuchère, già stata amante ed erede del vecchio conte BorboneCondè, nella cui splendida villa di St. Leu la Bianca trascorreva con i figli parecchi mesi dell'anno, non senza qualche amarezza per le malevole insinuazioni degli intransigenti repubblicani, di cui si fece eco il Tom­maseo. 9 E da Parigi e da St. Leu, dove frequentemente si intratte­neva, oltre che con quelli che si occupavano di problemi educativi, di cui ella fu geniale divulgatrice, ancora con tutti i patriotti, e in modo particolare con Camillo Ugoni, al quale era stato concesso di passeg­giare in qualunque ora volesse nel parco attiguo al castello, la Milesi non aveva cessato di corrispondere col Sismondi, suo santo padre, maestro e direttore, vivendo della passione di quegli esuli, per x quali sembrava ormai prossimo il giorno del ritorno.
Pertanto è da immaginarsi come grande sia stata la gioia di tutti i patriotti, di Bianca e del Sismondi, quando Federico Confalonieri, dopo il ritorno improvviso dall'America, toccò il suolo francese, illu­dendosi di potervi rimanere come in un soggiorno sicuro e benefico, in quanto quel re gli aveva fatto sapere che lo avrebbe veduto sempre volentieri nei suoi Stati. Ma il povero Confalonieri, desideroso[di un po' di riposo alla vita tra vagìiatissima e soprattutto bisognoso di quiete nella tanto invocata oscurità, fu costretto alla fine di settembre
X) Fragments, cit., pp, 134 e 161; A LESSI M. li.. Una Giardiniera del Risorgi* mento, Torino, 1906; CAMPANI A., Bianca Milesi Mojon, in -Rassegna Nazionali!, anno XXVII, 1905; BARIOLA F., op.-cit.f p. 113 aegg.
3) CAMPANI A., op, ciì., p. 3?.