Rassegna storica del Risorgimento
UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno
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1938
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pagina
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652
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652 Giuseppe Calamari
passare fi le alte e assola rissime mura delle metropoli, bensì da respirare più che mei aure di laghi e di monti e da pascer l'occhio delle infinite loro digradazioni, come di quelle di tanta bei verdi consolatori della vista. Oh se ad ognuno di questi differenti verdi corrispondesse una speranza, allora le consolazioni degli occhi penetrerebbero bene addentro nell'animo! Ma non voglio adesso con tristi considerazioni andar guastando questa allegria che m'inspira il trattenermi con voi e l'amenità del soggiorno. Bensì vorrei, ma non lo posso debitamente, esprimervi la mia gratitudine per quanto vi adoperaste e in Londra e in Parigi onde ottenermi un passaporto. Sappiate però che io ho da più di un mese un passaporto Yodese, e mi pare bello e buono per andare in qualunque luogo, onde non datevene altra briga. Io ora, come vedete, penso più allo stare, che all'andare; ma certo il desiderio di rivedere il fratello e di vivere con lui non mi concederà neppure ch'io faccia qui una lunghissima dimora. Allora io giù pel Reno andrò in Olanda, e dall'Olanda in Inghilterra. Ecco, se nulla viene a mutarlo, il diseguo che ho per l'avvenire... Ciò che mi dite del fratèllo mi ha commosso. Egli è in età di approfittare molto de* viaggi, che possono compiere la sua educazione, e di imparare anche facilmente le lingue delle genti, che va ospitando. Non cosi di me: incallito nelle mie vecchie abitudini, difficilmente posso migliorarmi, e la memoria fiacca e irruginita mi fa disperare d'imparare queste lingue barbare, che pure vorrei sapere se tanto non costassero... Ieri mattina trovandomi alla solenne apertura della Dieta, del discorso inaugura torio del Landamano di Zurigo due sole parole intesi: una fu phaterland che spesso ripetuta mi faceva piacere; se non che l'altra parola pha-natismus, sapendo l'abuso che se ne fa, mi fece forte sospettare. Uscito dalla chiesa, seppi dal Conte Pocholtz, che quel discorso meritava appunto di essere, come da me fu, non inteso; onde mi consolai meco stesso dei vantaggi dell'ignoranza. Qui, fuori dei deputati e dei loro servi a mantello bicolorato, che si vedono per le strade visitan-tisi a vicenda e visitanti i consiglieri di governo, null'altro di nuovo. Mi dicono, che voi parlate a maraviglia tedesco nella traduzione delle Repubbliche Italiane, che si sta stampando dal Gessner. Credo, che si stampi ora il X volume. Ma se ne volete nuove più precise, basta che mi comandiate, come per qualunque altra cosa, nella quale vi potessi servire in Zurigo. Siete dunque a quest'ora tradotto in italiano e in tedesco. Auguro lo stesso esito felice alla Storia de' Francesi, tradotta essa pure in italiano. Certo avrete in questa seconda opera a narrare fatti più grandi e imponenti in se stessi per le grandi masse che li operano; ma la grandezza d'animo individuale non credo che la troverete si grande, perchè In pianta uomo in Italia ha un rigoglio ch'io non veggo altrove, e se non fosse, non solo non alimentata e non irrigata, ma potata dall'alto, e cauteriata, scassettonata, e castronata dal basso, come appunto gli agricoltori italiani tuono di fare co' gelsi, noi la vedremmo spingere ancora assai alti i suoi rami e mettere frutti immani. Ma questo avverrà certamente un giorno, e vivo della speranza di vederlo io pure. Appunto però assistendo al giuramento della Dieta, andavo meco pensando che cosa sarebbe una adunanza nazionale in Italia! Allora si vedremmo risorgere una eloquenza pari e maggioro dell'antica. I pensieri utilmente sublimi, gli affetti caldi e generosi,la saviezza e la profondità delle discussioni, e le parole armoniose e bellissime ne formerebbero una eloquenza maestosa e vincente tutte quelle d'oggidì e spero che non ai riderebbe ad ogni terza parola, come ora si fa nelle camere francesi... Perdonate queste aberrazioni sul futuro ad un italiano, ohe non può fermar l'occhio sul presente senza sentirsi morirei
Non posso parlar del passato senza.invadere le nostre provinole. Il presente è tutto quanto usurpato dalla santa alleanza. Bisogna dunque che ora rifugga nell'avvenire.