Rassegna storica del Risorgimento
UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno
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1938
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pagina
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653
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Lettere di Camillo e Filippo Ugoni al Sismondi 653
Mille e poi mille saluti alla gentilissima vostra Moglie. Ditele, che bo consegnato la sua lettera al sig. Grilli, che si trova qui. Egli ha molto girato pe'Grigioni, ed ha pescato CODI ottimo esito. E amabilissima persona ed io pranzo spesso con lui. Gli bo raccontato la vicenda col Winn. Egli gentilmente vorrebbe ripresentarmegli; sed non ego credulus UH. Altronde non ne bo più bisogno. Mille cose anche alle vostre cognate. Se verranno a queste parti, spero che onoreranno la mia solitudine colla loro presenza, e me offro loro per cicerone di Zurigo.., Grilli tornerà, quando che sia, a Ginevra, dove ha gli effetti e il quartier generale. Le infamie di Sardegna non mi dan maraviglia; perchè le conosco. La tirannia è coerente a se stessa, né c'è da ridire; ma vivere d'infamia per elezione è inconcepibile.
Dunque anche le amabili donne cominciano a lasciar l'Italia? Buon per gli uomini che già l'hanno lasciata 1 Conosco di fama, e non più, le due che mi nominate. Saprete che la Pietra Santa è figliola di Pietro Verri, è libéralissima, e, per quanto mi diceva Giordani, che voleva pure farmela conoscere, di molta bontà d'ingegno. La Malesi poi che mi dicono esser bella e di tutte le belle arti ornata, perchè non è venuta a dipingere un paesaggio sul lago di Zurigo ? Caro mio Sismondi, qualche cosa di simile renderebbe interamente sopportabile l'esilio, per quanto altri il possa essere lontano dalla patria e colla patria schiavo.
Perdonate tutte queste ciance: amatemi e credetemi. Vostro obblig.mo ammiratore ed amico
C. Ugoni*.
V.
Monsieur,
Pai consigné ce matàn une copie des deux premiere volumes de mon onvrage à MM. les Députés de Genève afin qu'ils vous l'envoient... Parliamo italiano Voi che aveste la bontà di parlare favorevolmente di questo libro, lo accoglierete allo stesso modo. Vi aggiungo un sonetto da presentarsi a Madame Sismondi. Sono gli ultimi versi che scrissi in Italia e che furono stampati dopo la mia partenza. Ora ho mandato in Italia il ms. del 3 volume dell'opera intorno alla Letteratura; e sto lavorando al 4. Ho quasi compiuto l'articolo Alfieri. A questa occasione ho riletto le giuste osservazioni che fate intorno a questo tragico nella bellissima vostra opera della Letteratura del Mezzodì. Mi farò un pregio di citarle, ma vorrei pure ingegnarmi di attenuare in qualche luogo il peso della vostra censura, non però come fece Botta, il quale, per voler troppo difendere il suo concittadino, disse cose che non reggono e che mostrano più la parzialità nazionale che una equa critica. Ad ogni modo vorrei rivedere quell'opuscolo, e, se lo avete, chiedo a voi stesso un'arme offensiva, della quale però sapete che non potrei abusare.
L'edizione della traduzione tedesca delle Repubbliche Italiane è al XIV volume.
Presto vi manderò un libro tedesco, che è già finito di stampare, e che contiene una biblica apologia de' Greci e un'eccitamento ad assisterli. In fine ci troverete la traduzione pure tedesca delle quattro costituzioni, pubblicate in greco moderno, delle quattro province di quella nazione che sta per far miracoli di libertà. Presto li vedremo nelle pianure di Larissa e poi a Costantinopoli.
Nell'articolo Lanzi che farà parte del 3 mio volume, troverete nell'analisi del
' Saggio di Lingua Etnisca, Q io quella di un altro libro sui vasi etruschi qualche cosa,
che potrà forse soddisfare al desiderio che manifestato in una nota al giudiziosissimo
vostro articolo sull'opera del Miceli, che ho lotto recentemente nella Biblioteca
Universale*