Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <656>
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656 Giuseppe Calamari
ini avrebbe finito più caio questo soggiorno pacifico ch'io amo. Ma la ragione che vi fece abbandonare Parigi sì in fretta era prepotente, e in pari circostanze avrei fatto lo stesso, sapendo anch'io distìnguere il coraggio utile dalla pazzìa vana. Ora dunque vi siete adagiato nel vostro Chcue, ove mio fratello vi recherà questa lettera. Spero, che i conforti domestici eia stagione che finalmente pare si voglia raddolcire anche qui, e molto più. spero, sarà tale vicina al lago, tutte queste cose e il ritornare alle dolci abitudini studiose vedrete, che ridoneranno le forze al vostro stomaco, e tanta salute da finire a bell'agio la Storia de* Francesi e da vivere lungamente a consolazione de* buoni e a spavento dei Saurau.
Per ritornare sopra le nostre conversazioni, unico modo di compensarmi della perduta visita, vi dirò, che nel libro del Biminese Roberto Valturio: De re militari. Verona, 1572, infoi, dedicato a Paudolfo Mala testa, si leggono queste parole: Invcntum est quoque machinae hujusce f uum, Sigismunde Pandulphe. quae pilae aeneae tormentarli pulveris plenae cum fungi aridi fomites urantis emittuntur, e al testo corrisponde una figura rappresentante una bomba e allato un cannone invece di un mortaio, che cosi furono forse scagliate le bombe. Vi scrivo ciò, perchè ne parlammo, e perchè la sco­perta precede di poco alla epoca e alla calata di Carlo Vili, intorno alla quale, credo, state lavorando.
Quanto all'aforismo di Lagrange è precisamente ne' termini che diceste, sufficienti, parmi, al garbo e alla forza. Les préjugés ne sont que la défroques des gens d'esprit qui habitte la canaille.
Spero che avrete veduto Andryane prima di partire. Benché il momento, qnal par siasi, in che si esce dagli artigli e dalle prigioni durissime dell'Austria, sia sempre bello, nondimeno mi fa paura, che uscito indebolito appunto da quelle infami prigioni non sia troppo predisposto a prendere il colera. Spero in quella forza atletica, che mostrava allorché lo conobbi da voi.
Vi prego, caro Sismondi, di dire tante e poi tante cose alla egregia Moglie vostra e mandatemene le nuove per mezzo di mio fratello, come pure le vostre. Questo ve lo raccomando assai. Ringraziate Miss Fanny della gentile sua risposta. Se mai volessi controrispondere in inglese, bisognerà che ci pensi su. Ditemi un po' o fatemi dire, se la Review of progress ofreligious opinions è libro vostro o di vostra Moglie, e se l'avete pubblicato solo in inglese.
Dite altresì alle vostre Signore, che contemplandole io una mattima mentre face­vano quegli scartoccini di una polvere bianca impalpabile, me ne stava tra due, se quella fosse una preparazione per Madame Sismondi, o una confutazione di fatto a Chateaubriand. Mi spiego. Chateaubriand, distinguendo tra la carità cattolica e la carità protestante, dice, che questa seconda non prende il misero in seno e noi riscalda col proprio tepore. Ora, se mai questi scartoccini erano pe* poveri, Chateaubriand è bello e confutato.
Mio caro Sismondi, vi stringo con tutto l'affetto la mano e prego vi, che in un modo o nell'altro io sappiale nuove distinte, e Dio voglia buone! di casa Sismondi. Sono
Vostro affano e obbl.mo amico Camillo Tigoni.
Par Ftancovule, Dept. Scine et Oìac
St. Leu Tavemy, 14 Aprile, 1832. A Monsicur Monaieur J. C..L. Simonde de Sismondi
Chéne.